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REPUBBLICA DELLE IDEE – RISCRIVERE IL PAESE

“Cultura vuol dire esercizio della democrazia”
Tomaso Montanari e Gustavo Zagrebelsy

la politica

Art. 9 della Costituzione :
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Purtroppo è un articolo rimasto incompiuto . Bisogna ritornare a ri-scoprire i nostri luoghi artistici , quale embrione di un popolo , del nostro popolo .

Dall’art. 3 della Costituzione “…..È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…..”

E’ importante ri-costruire un rapporto col territorio, col paesaggio plasmato dall’arte , dall’architettura , è importante ri-partire da questo progetto che rimette in connessione patrimonio artistico e sovranità. Questa può essere una rivoluzione concreta e non promessa .
“La cultura è ciò che ci permette di riconoscerci gli uni negli altri “ citazione di Gustavo Zagrebelsy.

La cultura serve a renderci conto di dove siamo , così come da dove veniamo e dove andiamo , no? Comprendere e comprenderci , non come fatto individuale ma collettivo .

Che posto ha la cultura nella vita di una società? La cultura fa sì che molte persone che non si conoscono di fatto però si riconoscono come partecipi in qualcosa di comune , ad esempio nel patrimonio artistico ecc. .

La Cultura come funzione sociale è la più debole, sia dell’Economia che della Politica , ma non meno importante dell’economia, ossia la cultura ridotta a merce , e della politica ossia la cultura ridotta a consenso politico.

Il rischio è che la Cultura diventi subalterna alla funzione economica e che diventi un’altra leva di schiavitù e non di libertà .

Un ‘idea è buona non solo se è traducibile in aspetti mercantili e produttivi .

Bisogna creare dei luoghi terzi in cui si siano i cittadini su un piede di parità , e dove non si sia né spettatori , clienti o lavoratori e il rischio è che si diventi invece sudditi ……questa è la tendenza del dibattito della sociologia americana sul significato di “democrazia moderna” ed ecco perché in America si sta dando molta importanza ad esempio ai parchi pubblici urbani e nazionali .
L’uso degli spazi pubblici e delle piazze è al centro del dibattito anche in Italia.

Il mondo della cultura dovrebbe avere l’energia per valere come tale .

Tra tutti i ministeri quello della Cultura forse è quello più scomodo e difficile perché si tratta di darsi una definizione culturale.

Vi è poi un altro tema e cioè se gli umanisti , gli intellettuali , gli stessi storici dell’arte siano riusciti a trasmettere il valore del nostro patrimonio culturale o no ….anche qui ci sono delle responsabilità, asserisce Montanari e dice ancora : “Gli storici dell’arte dovevano parlare ai cittadini e ricordarsi perché facciamo questo lavoro a che cosa serve la storia dell’arte“. Attraverso “la conoscenza” il patrimonio artistico e culturale diventa patrimonio di tutti , gli stessi luoghi sacri diventano patrimonio laico , degli atei ecc. .

La sfida attuale è ricominciare ad essere “popolari” per lo sviluppo della cultura così come dice la nostra Costituzione.

Libro consigliato :

Istruzioni per l’uso del futuro, il patrimonio culturale e la democrazia che verrà, l’ultimo libro di Tomaso Montanari

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