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LA REPUBBLICA DELLE IDEE – RISCRIVERE IL PAESE
Servillo in “Ritratto d’autore” sabato 7 giugno h. 22 al Teatro San Carlo di Napoli
UN OMAGGIO A NAPOLI ED AI NAPOLETANI
NAPOLI ANTICA

Ieri sera in molti abbiamo seguito sul web l’intervista del giornalista Gnoli a Servillo, in diretta dal Teatro San Carlo di Napoli sul mestiere dell’attore e sul teatro.
Perché per “riscrivere il paese” non solo è stato necessario ri-partire da una città come Napoli ma è sempre più necessario dare voce ad attori , e ad operatori-divulgatori della cultura del teatro napoletano e italiano nel mondo, come Toni Servillo .
L’intervista inizia un po’ prima rispetto alla tabella di marcia , intorno alle ore 22 e tocca vari temi cari a Servillo .
Gnoli parla del doppio registro di Servillo e della sua capacità metamorfica .
Servillo racconta di come si prepari per un film così come si prepara per il teatro, con gli stessi tempi e la stessa maturazione . Torna sul tema dell’importanza del “ comico” e del suo valore antropologico così come i suoi maestri Molière ed Edoardo.
Cita da “Le voci di dentro” pezzi e aneddoti molto efficaci e parla di come solo il comico, a volte , riesca a sollevare gli spettatori a teatro dall’angoscia anche della morte, in maniera quasi catartica e liberatoria .
Più tardi risponderà al giornalista del perché ad esempio non ha ancora recitato Shakespeare e dirà :
“Si incontra un autore perché quell’autore corrisponde ad una tua necessità profonda in quel momento della tua vita” , così Servillo spiega perché non abbia mai recitato Shakespeare e perché abbia voluto uscire un po’ da una certa gabbia dell’attore che si sente obbligato a recitare Shakespeare per essere incoronato un “vero attore”.
Si esprimerà anche sull’intesa Servillo – Sorrentino: “a teatro il pubblico è come se ti delegasse il vivere quella scena per lui , Sorrentino credo che si senta testimoniato dal mio lavoro ……..ma non so”.
A proposito de “La Grande Bellezza” Servillo dice : “questo film è stata un’occasione per pensare e riflettere su se stessi, in particolare su questa passione diffusa di reiterare gli sbagli “.
Viene trasmesso un pezzo dal film “ La grande bellezza” in cui il personaggio Jep Gambardella smaschera i vizi degli italiani e una certa ipocrisia a modi “leviamoci la maschera e diciamoci la verità” (Servillo lo dice in napoletano ed è molto più efficace).
Ma tutta l’intervista, nella sua parte centrale, parla di Napoli e dei Napoletani e ai Napoletani presenti lì al San Carlo.
Ecco le riflessioni di Servillo .
Napoli è una sorta di “comédie française en plein air “.
Vi è una natura ironica di questa drammaturgia napoletana . Una peculiarità che nell’eterno e continuo conflitto tra ideali e realtà i Napoletani sanno trovare, il sorriso nel pianto e questo è molto teatrale …..è la loro naturale attitudine teatrale , una sorta di passione dell’attore. E’ l ‘abbandonarsi e il sottrarsi del napoletano.
Napoli è una città che è in grado di esprimere talenti letterari , teatrali , musicali e poi vi è un’ altra Napoli che è quella dello sfascio e del disastro , in una sorta di paradosso e di schizofrenia , ma è anche la natura artistica di Napoli , la sua vena creativa . Questo magma crea poi le condizioni perché si verifichi una certa restituzione di Napoli e dei Napoletani.
Emozionante momento quando Servillo leggerà alla fine un testo di Mimmo Borrelli , testi appassionanti e molto sonori , tutti in napoletano in cui ci viene svelato Il tema di dare voce ad un popolo attraverso la recitazione .
Mi piace terminare questo modesto e personale contributo su quando Servillo parla della “ grazia” di Troisi e dei luoghi comuni che sfatava e ricorda una sua battuta nel suo film “Ricomincio da tre” , nel finale , quando la donna che gli piace gli dice “Non siete voi Napoletani che dite “quando c’è l’amore c’è tutto?” e Troisi , nel suo ruolo, risponde : “ No, è quando c’è la salute c’è tutto e non quando c’è l’amore!!!!”.
Ecco in questa ultima battuta riconosco una certa “partenopeità” anche della mia famiglia , in particolare da parte di madre, e credo sia quell’energia che mi accompagna nei momenti un po’ più bui dell’esistenza e che spesso risolve delle difficoltà permettendomi di continuare a pensare che l’ironia sia vitale e spesso risolutiva , così come quel “sorriso nel pianto “ che ci ha così bene descritto Servillo .
Chapeau Toni Servillo!

Stefania Cavallo
8 giugno 2014

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