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Quando la democrazia è corrotta non è democrazia!

di Stefania Cavallo

15 marzo 2014

 

“Una democrazia corrotta non è  democrazia , perché calpesta il primo diritto: quello dell’uguaglianza”  di  Roberto Saviano  dal suo articolo del 12 marzo scorso su La Repubblica   IL DECALOGO ANTI-CORRUZIONE

 

 ART.1  SUL LAVORO

 

Sabato 15 marzo col Prof. Martello abbiamo  parlato un po’ a ruota libera e ho voluto proporgli la lettura dell’articolo di Saviano sulla sua proposta    anti-corruzione  e il suo appello per l’authority  che  sarà guidata dal magistrato  Raffaele  Cantone .

Mi rendo conto sempre più come sia importante il confronto libero e scevro da condizionamenti ideologici e da pregiudizi culturali  e  come sempre  le parole di Saviano  raccontano delle verità  profonde che  toccano  ognuno di noi direttamente  e senza  tregua .

Inizia così il pezzo di Saviano pubblicato il 12 marzo scorso  in prima pagina su La Repubblica  : “Negarlo sarebbe colpevolmente ingenuo : ciò che rende l’Italia un Paese in cui sembra non valere più la pena investire e da cui sembra sempre più necessario emigrare è soprattutto la corruzione”  e continua definendo il concetto di corruzione  non come “banale istinto a rubare”  ma come “macchina  sommersa e infame  che garantisce i complici del sistema e esclude  gli  onesti “.

Dirà inoltre : “Una democrazia corrotta non è  democrazia , perché calpesta il primo diritto: quello dell’uguaglianza”.

L’interrogativo è  come passare dalle parole ai fatti ?  Allora ci si rende conto che  queste parole accorate ci fanno riflettere  e ci spingono a guardare a quello che avviene negli altri paesi europei  in un momento quale quello attuale in cui il tema  dell’europeismo  e di un nuovo  sentimento  europeistico sia  molto  vivo e presente come non mai .

Il prof. Martello    ha una sua idea  e ci parla di come  la Spagna già più di 20 anni fa ha risolto il problema della corruzione  e della “malavita”  organizzata soprattutto nella regione dell’Andalusia  e ci racconta la sua esperienza  vissuta sul campo parlando con gli spagnoli  i quali gli dicevano  che loro avevano eliminato la corruzione  “senza combatterla”,  ma  facendo in modo  che queste imprese  con imprenditori “corrotti”  si mettessero in regola legalmente e col fisco , a seguito di nuove politiche anti-corruzione del governo,  onde evitare di vedere confiscati tutti i loro beni  e tutto quello che avevano accumulato con l’illegalità;  in sintesi,  furono proprio le donne , le compagne , le sorelle  di questi   “malavitosi”  a imporre   agli stessi  di smettere  col “malaffare”  perché erano già ricchi  e avevano accumulato quello che a loro bastava  e che quindi dovevano regolarizzare le loro  imprese e i loro affari  altrimenti  se  ne sarebbero andate  e li avrebbero lasciati.

Il prof. Martello ci racconta anche come la Spagna abbia  , diversamente dall’Italia,  investito molto nell’agricoltura , nel turismo e nella commercializzazione  ed esportazione  dei  propri prodotti  come ad es. le  loro  confenzioni /vasi    di  olive, esportate  in tutto il mondo .

Continua Martello  e ci racconta dell’importanza della nostra  Costituzione  e di come  bisogna compararla   con  le altre   per capirne il valore  e continuare a migliorarla  così  come fanno gli altri paesi europei , ad esempio la Germania che secondo lui  possiede  una costituzione   che   dovremmo copiare  per sostituire almeno   la   seconda parte  della nostra costituzione.

Accenna ai    COMITATI CIVICI   che definisce:    “UNA STRUTTURA INDISPENSABILE CHE MANCA DEL TUTTO. PRESENTE IN TUTTE LA DEMOCRAZIE  MENO IN   ITALIA DOVE  E’ RIMASTA IGNORATA NASCOSTA DENTRO LA COSTITUZIONE PIU’ BELLA DEL MONDO!   Loro compito è quello delle primarie dove tra due o più candidati si sceglie chi ha ottenuto più voti.  Secondo punto  importantissimo  fondamentale: organizzare e proporre i Referendum Popolari, detti anche Petizioni art 50, come in Svizzera art. 57 della loro Costituzione, presso gli Enti Pubblici Elettivi Italiani, Comuni, Province Regioni, Stato Centralizzato. Anche i partiti possono ricorrere a questo speciale Referendum per formare le coalizioni dopo le elezioni, vedi ad esempio Germania.

Si chiama Referendum o Petizione Popolare. E’ l’ organo di collegamento e di coinvolgimento degli elettori (Corpo Elettorale),per il controllo delle leggi del Parlamento. Questo strumento legislativo è identificato  da ben 6 articoli della Costituzione: artt. 1-2-21-50- 71 e 87. E’ il quarto referendum presente nella nostra costituzione” (da Salviamo la Patria n° 14).

A questo punto Martello lancia il suo appello :

“Signori Politici, Sindaci e Cittadini tutti, mobilitiamoci  per il bene di tutti, perché stiamo nella stessa barca che sta affondando  con tutti noi a bordo come nell’isola del Giglio!  Gettiamo le scialuppe di salvataggio:  i COMITATI CIVICI senza ulteriore indugi.

Per iniziare però è necessario un intervento organizzativo dei Sindaci  a contatto col Popolo e   devono occuparsi personalmente per i Comuni  e  devono concedere la sala riunione del Municipio. Presidenti di Regione per Regione, Ministro degli Interni per Stato.

Altrimenti gli elettori possono agire anche di loro iniziativa e riunirsi in un Bar perché si tratta del diritto Costituzionale scritto e  “garantito” dalla Repubblica all’art. 2 della Costituzione, per indire Referendum INCOMINCIANDO DAL Comunale.”

Ora ai noi cittadini  che abbiamo deciso  di organizzarci con una lista civica dal titolo RIPENSARE BASIANO  non ci resta  che  riflettere su tutto questo  e avviare un cambiamento  reale  per  il bene collettivo.

 

 

 

 

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