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L’ITALIA , L’EUROPA , QUALI POLITICHE PER IL LAVORO?

 

lavoro 27.02 cassano

 

Una crisi  che non è   frutto di un aumento   della spesa sociale, bensì    delle   speculazioni  del mondo della  finanza !

Ieri sera all’incontro a Cassano D’Adda  ,  col patrocinio del comune,  e  promosso dal Comitato Costituzionale  Lavoro Beni Comuni della Martesana si è affrontato un tema importante quale quello del   “ruolo pubblico dentro una  crisi in cui le dinamiche del mercato distruggono importanti realtà produttive e producono disoccupazione e precarietà” .

Tra i   diversi  relatori  invitati    vi era Roberto  Malanca – RSU Jabil   che ha dato un aggiornamento rispetto  alla situazione di “resistenza”  che ormai da 32 mesi    vede  questi    lavoratori  sempre   in prima linea  col loro presidio permanente  a Cassina De  Pecchi  e ancora una volta  Malanca  con la sua determinazione ci ha ricordato  gli enormi sforzi e gli importanti traguardi raggiunti   ottenuti  esclusivamente grazie  ai lavoratori e alle lavoratrici  col supporto della società civile, delle  tante associazioni ,  ma non certo da parte di quelle   Istituzioni  preposte  a risolvere  queste vertenze  del   lavoro .

Sono riusciti a imporre a Nokia di  mantenere   la destinazione d’uso   originaria   come   area  industriale   e  di “svenderla ” a prezzi   stracciati  ( a detta di esperti…)   ; è un’area molto estesa  in cui vi lavoravano ben   3000 persone  e ora  i prossimi  passi   , molto delicati  e auspicati,   saranno quelli   individuare   una nuova volontà  imprenditoriale- industriale   in grado di   integrare  e inglobare   lavoratori , mezzi    e competenze   già esistenti  , come  Jabil  ,  per    consentire    a questa zona   di ripartire  alla grande !

Malanca  ci  ha ricordato come in questi  ultimi anni   nella  nostra zona , così come quella limitrofa del vimercatese,   una   sorta di   “Silicon Valley”   lombarda  , polo industriale   importante per le nuove tecnologie  e  sviluppo  IT ,   non   sia  rimasto più niente se non  intere zone  dismesse   e completamente abbandonate .    Le istituzioni che potrebbero fare  qualcosa non fanno niente e così ci si trova allo sbando più completo  e da soli  nel   far fronte  a questa drammatica situazione .

Si  è  ri-parlato di fabbrica come “bene comune” del territorio  e di  esempi  di altri governi ad esempio la Francia  in cui  appunto  il  governo “ si è messo di traverso” e ha imposto  a ALCATEL  di  riprendere   tutte   le commesse per non chiudere la Jabil   lì  a Brest   , e così è stato .

Gli altri  relatori    hanno presentato  un modello sociale europeo  come espressione nuova e rinnovata     che   raccolga le  varie istanze del mondo politico  della sinistra  del Sud Europa    in tema di lavoro,  di welfare  sociale   e di tutela ambientale   così   come è stato evocato ,  col   perdurare di forme  prolungate  di austerità   e di rigore  per  far fronte alla crisi,   il  reale  timore  di possibili recrudescenze  di nuovi nazionalismi  e di reazioni   zenofobe  violente che porterebbero  al  concretizzarsi  di uno scenario  cupo  e   drammatico possibile   PER TUTTI  .

Ho apprezzato soprattutto gli interventi di  Malanca della Jabil   per la concretezza  e la lucidità   nel continuare  a  “buttare il  proprio sguardo  e cuore oltre l’ostacolo”  così come l’intervento di  Roberta Fantoni  segretaria  nazionale  PRC  –  Partito Rifondazione Comunista,   per   la   loquace   capacità propositiva  (ad es. la riduzione degli orari di lavoro  per rompere la logica folle degli straordinari  a   sostegno di   un’ attività produttiva consumistica immotivata )    e  la volontà- necessità  , a sinistra,    di   rilanciare   una  politica    che parli  nell’  “ interesse  generale “  dei lavoratori  e   delle  persone.

Ho apprezzato  l’intervento di Orazio Reolon  delle  ACLI di Cassano  che ha lanciato la proposta   di  pensare   eventuali   interventi  di “prevenzione”  a questa situazione  di  smantellamento   di molte realtà  manifatturiere    nella nostra zona,  ad esempio,   con ristrutturazioni   appropriate  , così come ha ribadito l’importanza  di   realtà   del   nostro  territorio   che da tempo sono impegnate  in ottica di   “tutela  dei beni comuni”  come   il Parco Martesana   .

Personalmente   sono  per    uno sguardo politico   che non tralasci nessuno,  il  mondo dei  lavoratori   dipendenti e  quello  dei lavoratori autonomi  e dei precari  ,    e che  parta  dall’ascolto continuo    di quei   movimenti    e  istanze  che  dal   basso  dimostrano nella quotidianità  di “resistere” nonostante   le enormi difficoltà  e la carenza di politiche attive per il lavoro .

Ognuno , realtà politiche  e associative  del nostro  territorio ,   può  fare la sua parte ogni giorno    attivando   i vari tavoli di discussione  e di confronto ,  aperti alla cittadinanza,   con tutti gli strumenti che possono essere   implementati    perché  non vi  è un’altra via  per uscire dalla crisi  se non quella dell’unità di intenti ,  di una diffusa cultura della mutualità sociale  e del  cambiamento  che ricollochi al centro il valore del lavoro,  delle persone   e  di una politica  che riprenda  ad occuparsi   dell’interesse generale  e della   tutela  del  bene   comune   .

 

Stefania Cavallo

28 febbraio 2014

 

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