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LA MEDIAZIONE : UNA SIGNORA FUORI MODA ?

risoluzione dei conflitti

Sono piuttosto sconcertata  da un servizio trasmesso  oggi  verso le 13.30  , al TG di Rai Due,  con un tentativo, a mio avviso mal riuscito, di definire  il concetto di  MEDIAZIONE  estrapolandolo  dall’incontro in streaming  tra Matteo  Renzi  e  Beppe  Grillo.

Un’analisi pseudo-antropologica  e pseudo-mediatica   di un incontro che ha avuto  a mio avviso  le  caratteristiche  del “muro contro muro” e dove  non si è visto alcun  tentativo di  “mediazione”,  non tanto perché i due contendenti   in campo non siano  riusciti   a fare un passo indietro  rispetto alle loro legittime  pretese,  a fronte di  una convergenza  anche minima  su  un reciproco vantaggio,  quanto perché è mancata la figura del “mediatore”  ossia un terzo, un “facilitatore”  l’unico  in grado di creare  quell’apertura che può consentire  di individuare  un terremo comune   su cui  le parti possono convergere .

Un lavoro di cesellatura quella del mediatore, lungo  un percorso  spesso  piuttosto impervio, ma che  se ben svolto  con competenza  e con molto coraggio  può dare i suoi frutti  .

Il messaggio  che ho colto oggi da questo servizio  televisivo  invece mi ha  fatto capire  ancora una volta  che  in Italia  si faccia  fatica  a  diffondere “la cultura della mediazione”, declinabile  nei vari campi , perché  si preferisce  far passare   la logica   sempre e solo dello  “scontro”  e   del  confliggere  continuo  “a prescindere” ……solo questo paga  e nient’altro!

Quindi cosa sto rivendicando  ora ?  Sto rivendicando il fatto che ancora una volta si è persa l’opportunità di usare  in maniera pertinente   lo strumento della  “MEDIAZIONE” e ancora una volta si è dato un messaggio, o meglio chi ha confezionato  il servizio televisivo  , di cui sopra, ha dato un messaggio distorto  di questo strumento che in molti ,  che lo fanno di mestiere  e  con modestia come la sottoscritta,  lo definiscono un’arte , sì l’arte della mediazione  …….una  “nobile  signora”,   tutt’altro  che passata di moda!!!!!

Cito spesso  lo scrittore  israeliano Amos  Oz   quando  desidero trasmettere la valenza  universale  e altamente unificatrice   di questo strumento , ma potrei citare tante  definizioni di MEDIAZIONE  ,  in questa  stessa  direzione  e  di altri   “tessitori  e tessitrici  di PACE”   su cui varrebbe la pena e l’impegno  responsabile  di  riflettere  e di  interrogarsi .

Amos Oz ha così definito  la “mediazione”:

<< Credo profondamente nella mediazione, non tanto per un approccio di tipo politico. È la mia esperienza privata che mi ha fatto capire che senza mediazione è difficile concepire un rapporto tra un padre e un figlio, tra un marito e una moglie, tra un fratello e una sorella, tra individui in generale. Bisogna partire dal fatto che gli esseri umani sono molto diversi tra loro, e senza mediazioni non è facile trovare un punto di incontro». «Purtroppo i giovani, che sono più idealisti, non amano la mediazione», commenta. «La considerano un meccanismo disonesto, opportunistico: una mancanza di integrità. Invece per me la mediazione è coesistenza, è la capacità di vivere assieme >> .

Stefania

20 febbraio  2014
 

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