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A coloro che vivono del loro lavoro artistico e della Lirica!

A coloro che vivono del loro lavoro artistico e della Lirica , come è successo per i miei genitori alcuni anni fa, dedico una parte finale della mia intervista fatta ad Ada , mia madre , tratta dal memoriale su mio nonno “Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della Lirica” (in fase di ultimazione) :

Cosa ti ha lasciato Mino come padre e come artista?
“Come padre è stato un padre colmo di affetto per noi figli e per tutta la famiglia; come artista è stato un “grande” artista e lo posso affermare con cognizione di causa essendo cresciuta “artisticamente ” al suo fianco ed essendo stata presente quando si esibiva e potevo assistere alle ovazioni del pubblico. Il suo essere artista consisteva nel suo modo di vivere al di fuori della realtà , di coniugare vita e canto con contiguità e senza sosta.
Quando era a casa a Napoli, passava le giornate intere a comporre, chiuso nel suo studio, a perfezionare il suo modo di cantare, senza accorgersi del tempo che passava.”

Chi avrebbe potuto ereditare il suo talento in famiglia?
“In famiglia , all’epoca , l’unica appassionata al canto lirico ero io e avevo seguito un po’ le sue orme come soprano lirico; feci diversi concerti con mio padre col nome d’arte Ada Veneziani e i miei pezzi forti erano Casta Diva dalla Norma di Bellini , Sempre libera degg’io dalla Traviata di Verdi, Vissi d’arte dalla Tosca di Puccini e Un bel dì vedremo dalla Butterfly di Puccini .“

Quale sarebbe stata la tua vita senza Mino e senza la lirica ?
“Non me lo sono mai chiesto perché sono sempre stata immersa in quel mondo fin da piccola. Nel momento in cui mio padre è morto e Dodò, mio marito, non ha più cantato ho chiuso in maniera netta ogni mio rapporto col quel mondo che mi ha dato tanta gioia ma nello stesso tempo tanta sofferenza. Infatti non sono più andata ad ascoltare un’opera in teatro né l’ho più ascoltata o vista in televisione e questo perché ciò smuoverebbe troppo il dolore che ho accuratamente chiuso a chiave nel mio cuore”.
Cosa avresti voluto che si fosse detto di lui ai posteri?

“Niente di particolarmente significativo ed esplicito”.

Crediamo entrambe , figlia e nipote, che forse avrebbe voluto essere ricordato per la sua non ostentata umiltà e la sua enorme generosità verso i familiari , gli amici e i colleghi .
Questo lo cogliamo in particolare da questa frase che volle inserire al termine del suo libretto “Rassegna stampa nazionale e internazionale” , una vera dedica verso i suoi tanti e importanti maestri di canto e una grande lezione di umiltà per i giovani allievi e futuri artisti lirici:

“Porgo qui un nostalgico e riverente saluto a tutti i Maestri che pazientemente mi guidarono alla sofferenza e alla virtù senza le quali tutte le strade rimangono fatalmente precluse!” Mino Cavallo

7 dicembre 2013

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