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DISOCCUPAZIONE E MUTUO AIUTO: 

IN RAI  DURANTE LA TRASMISSIONE  “TGR PIAZZA AFFARI “ COL GIORNALISTA PAOLO GILA

 

TGR Piazza Affari  Mutuo Aiuto Stefania Cavallo 

(Fonte  : Link intervista  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e6fc3b0d-4cad-4c8c-9b45-ddb3418463e7-tgr.html#p=0)

 

 

I DATI   ISTAT   sul  lavoro  al mese di settembre 2013,   per quanto riguarda  “gli occupati” registrano un’inflessione  pari  a  –  0,4 %  ,  ossia  22.349.ooo  unità   su base annua , e  per  “i disoccupati” un aumento   del 14 %   , ossia  3.194.000  unità su base annua.

L’incontro col giornalista economico Paolo Gila è iniziato con  una serie di domande  che  hanno cercato di  focalizzare in maniera chiara   la realtà del mutuo aiuto per chi ha perso il lavoro , una tematica che mi ha detto appassionarlo  e in cui crede molto  .

Infatti  ieri , insieme, abbiamo  cercato di  lanciare  e dare  un messaggio  importante e di richiamo  sociale sulla realtà dei gruppi di mutuo aiuto  ai tempi  di questa  crisi.

Di  seguito  ripropongo   i punti  toccati  durante l’intervista con Paolo Gila ,   di  5 minuti  : 

  1. Di fronte  a questa tendenza in atto il mondo del  lavoro  può reagire attraverso una rete di protezione  perché  dietro questi  dati Istat  , dietro a questi drammatici numeri  , ci sono soprattutto i drammi  e  le sofferenze di  persone  e famiglie  quelle rappresentative  delle “nuove povertà” . Allora   è importante capire ed indagare meglio  il sentimento di   “ insicurezza”  che pervade la nostra società ,  accompagna l’attuale disoccupazione  e  questa  crisi economica .
  2. La rete di mutuo aiuto tra chi perde il lavoro  o lo sta perdendo  si crea attraverso percorsi di sensibilizzazione  culturale  per  reinserire queste persone nel mondo del lavoro, dando loro speranza e coraggio, trasformando  episodi negativi   di “non lavoro”  in episodi positivi . Tutta la società, gli enti locali, le ASL, le associazioni nei vari ambiti possono farsi carico di questo progetto organizzando i Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto ,  mettendo al centro il valore della Persona.
  3.  Queste reti di protezione accolgono tutti , quindi anche le persone  singole , come l’artigiano, l’imprenditore , gli impiegati  delle  piccole realtà  , non solo delle grandi aziende ,  e questi mondi si tengono insieme , ad esempio per quanto  riguarda i giovani , raccogliendo questa sfida  e cercando di far sì  che i giovani   elaborino il  “senso di sfiducia“ che hanno nei confronti del lavoro, infatti basta ascoltarli per capire che non investono più  emotivamente  nella dimensione del  lavoro in quanto  ormai si  vivono come dei  “vuoti a perdere” , delle “vite a perdere”  , così  si sentono lavorando appunto nei  vari  call-center  o nelle multinazionali spregiudicate  e utilitaristiche.  Ugualmente gli Over 40-50  hanno bisogno di non sentirsi più “inutili” , hanno bisogno di recuperare una dimensione di socialità che valorizzi le loro esperienze  e il loro bagaglio professionale .

In queste realtà è importante che ci sia uno scambio di esperienze  e di ricchezze umane  in tal senso.

  1. 4.       Queste esperienze  di  “mutuo soccorso”  che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone ,  possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare  più operative ,  acquistare così   un’efficacia maggiore  e capillare , iniziando a pensare che dei  “percorsi culturali” sono possibili  in questo ambito e che bisogna investire nella  possibilità di un cambiamento  culturale della società, con uno sguardo  al concetto di servizi sociali  e di aiuto alle persone  che superi  il tradizionale assistenzialismo  per orientarsi   invece  verso  un concetto di  “cooperazione” tra chi aiuta e chi è aiutato , in maniera di gestire insieme  un rapporto di fiducia reciproco e di ricostruzione di questo paese  , quello che  si può definire anche  “ patto tra le generazioni”.

 

 

Stefania Cavallo

5 novembre 2013

 

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