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AMORE VIOLATO    

 

AMORE VIOLATO

Libere conversazioni con la scrittrice Giovanna  Capizzuto  

Con piacere ho aderito a questa nuova iniziativa del  “maggio masatese “ , su invito di Chiara Tangari responsabile delle Biblioteche di Basiano e Masate,  di  presentare  insieme alla scrittrice  masatese   Giovanna Capizzuto  il suo secondo libro  dal titolo “Amore Violato” ,  domenica   5 maggio alle 16,30  a Masate , aprendo  ad alcune riflessioni .

Il tema che verrà affrontato, attraverso   le vicende della  giovane protagonista  Benedetta,  è quello molto delicato e attuale della violenza sulle   donne nel contesto della coppia, un tema che seguo da tempo e di cui ho scritto in vari miei contributi .

In questo romanzo si possono trovare notevoli spunti per parlare di vita reale,  a volte tristemente reale!

Intanto vorrei partire dal titolo  del romanzo della Capizzuto  AMORE VIOLATO .

La prima parola evoca un sentimento che ognuno di noi direbbe inequivocabile  ed è quello appunto dell’amore , in realtà un sentimento che si presta a molteplici interpretazioni e significati  .

Emerge  allora   il delinearsi  di una  riflessione   su  cosa intendiamo  quando definiamo il concetto   di  AMORE  ,   quale luogo della relazione  e  non della dipendenza .

L’ amore è relazione  ,  non dipendenza o possesso  ,  ma  allo stesso tempo   nessuno ci insegna , fin da  piccoli ,   la “materia”    del  VIVERE   e di come  gestire emotivamente  i   sentimenti    , anzi   si dà  per scontato che  non ce ne sia bisogno ,  perché     la nostra cultura   predilige   l’APPARIRE   all’  ESSERE   e  non c’è spazio per i sentimenti   sdolcinati   e per queste  fragilità  .  

Bisogna invece  cambiare la prospettiva   e  sensibilizzare  maggiormente  ad una cultura  centrata 

sull’ educazione  sentimentale   dei nostri bambini e giovani   ,  a partire dalla società , la scuola  e la famiglia  .    E’ sempre più necessario   insegnare   ai nostri giovani , sin da piccoli,  il cosiddetto “ alfabeto  emozionale “ , ossia  imparare   a riconoscere  le  capacità  fondamentali   del cuore.

Passiamo ora alla   seconda parola  del titolo  che è VIOLATO .  Questa parola  evoca  un’altra parola quella di VIOLENZA  e di VIOLENTATO , no? 

Ecco,  il tema della violenza ,  anche questo un grosso problema  della nostra contemporaneità  , soprattutto  sappiamo dalla cronaca e dalle statistiche  che il luogo degli affetti  per eccellenza ossia la famiglia  è proprio il luogo in cui avvengono i delitti più efferati,  così come  le violenze domestiche  e le vessazioni più  aberranti su bimbi e donne da parte di padri  , di mariti, fidanzati  o  ex-compagni .

Una riflessione  sulla   VIOLENZA .   L’umanità è violenta? No. L’umanità esprime violenza. È qualcosa di differente.  Non sappiamo ancora  se gli uomini siano violenti, sappiamo però che esprimono con grande forza e con costanza nella storia il loro bisogno attraverso la violenza.

 

La domanda diviene dunque : è possibile giungere in un luogo dove la violenza perda la sua forza?

Secondo uno studioso e  guru internazionale della comunicazione relazionale , Patrizio Paoletti,  è possibile se riusciamo ad analizzare l’esistente abbandonando  comportamenti “reattivi”  quelli della serie , per intenderci,  “Se vieni colpito, devi reagire”  .

La nostra abitudine non è quella di  “analizzare” ma di “etichettare” , la nostra mente “etichettatrice” produce  costantemente  sentenze che generano separazione e la separazione è “violenza” .

Parliamo ora di  “Violenza domestica “ .

All’inizio di una relazione è difficile cogliere i segnali di prevaricazione  dell’uomo sulla donna  che in genere emergono  nel tempo  in maniera  molto più evidente e chiara .

Se da un  lato  troviamo questi uomini  “carnefici”  dall’altra troviamo spesso delle donne  “vittime”   con scarsa autostima .   Questo aspetto dell’autostima comporta un altro lavoro importante  di prevenzione  che , a mio avviso,  si dovrebbe potenziare  e   attivare  già nelle scuole  con le  giovani ragazze.

L’aiuto va chiesto a persone professionalmente preparate.

Ad esempio,  il problema della violenza domestica  in esorbitante e continuo aumento  è estremamente delicato e va gestito con grande competenza.

Spesso dietro questi  comportamenti violenti  c’è quello che si è vissuto  o visto in famiglia da ragazzi.

I rapporti paritari tra uomo e donna sono una conquista relativamente  recente e ,  ad esempio, il rispetto   tra i coniugi è sicuramente  la prima prevenzione per garantire un futuro sentimentale equilibrato ai propri figli.

Importante sarebbe poi occuparsi del recupero dell’ uomo  persecutore o stalker  perché non torni  a nuocere  e in tal senso qualcosa si sta muovendo , ma è ancora  troppo  poco.

Torniamo ora  al  libro. 

Giovanna  Capizzuto  ha voluto centrare proprio questo problema della “violenza domestica” all’interno di una coppia normale,  rappresentandolo  e descrivendolo  quasi come in un film , con una forza narrativa  che ho trovato molto al femminile .

Il racconto  si svolge  con lo zoom a fuoco  sulla vita di questa donna  che si chiama Benedetta , una giovane donna sposata , ancora adolescente , col ricco del paese che l’ha messa  incinta . Il marito la maltratta  psicologicamente , ma Benedetta  , nonostante  le frustrazioni, cerca  di   continuare la sua vita e di mantenere quel poco di serenità per lei e i suoi figli . Ad un certo punto accadrà qualcosa di nuovo  nella vita di Benedetta  , cioè   un nuovo amore fuori dalle mura domestiche   e da lì  una serie di  episodi  drammatici  ma anche un po’ risolutivi in positivo per Benedetta.

Giovanna  Capizzuto  nella sua delicata e struggente prefazione ci dice   “ La maggior parte dei miei scritti sono a lieto fine : un libro deve portarci in un luogo dove, perlomeno  alla fine, la vita sia migliore! ”.

Mi sento di allargare questa bella prospettiva  dicendo che  se ciascuno di  noi si ponesse questo obiettivo  nel proprio quotidiano  si realizzerebbe  un’autentica  “rivoluzione pacifica” di menti  e di cuori  , un antidoto  che restituirebbe a ciascuno di noi  la  propria  consapevolezza  di essere umano unico  e  straordinario .   

Stefania Cavallo

5 maggio  2013

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Commenti su: "Libere conversazioni con la scrittrice Giovanna Capizzuto" (1)

  1. belle parole Stefy, e ricche di significato. A presto

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