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PRESENTAZIONE   DI

AUTO-MUTUO-AIUTO

PER PRECARI E DISOCCUPATI   .  ISTRUZIONI PER L’USO

 

Opuscolo  di Stefania Cavallo

 

Tg Piazza Affari  9 gennaio  2013 

 

Insieme si trova la forza per reagire!

 

 

Dopo Lavoratori Acrobati …..

 

E’ da più di un anno  che mi sto   interrogando sulla necessità di implementare o creare  “sportelli” ad hoc per tutte quelle situazioni relative a chi perde il lavoro e cercare di diffondere una maggiore sensibilità e cultura su questi aspetti nelle nostre comunità .

Ritengo   importante che chi perde il lavoro passi dalla sua condizione ad una nuova con una maggiore consapevolezza delle sue risorse interiori e non si percepisca come vittima impotente ma cerchi attraverso questo evento, seppur drammatico,  un’ occasione per lottare e unirsi a  realtà di mutuo-aiuto , come quelle spontanee che si trovano spesso nei presidi di lotta pacifica in cui  “si resiste”  per riprendersi il proprio lavoro e la propria dignità,   non si isoli o si vergogni pensando che sta vivendo , solo lei o lui, questa condizione ma reagisca perché insieme si possono trovare delle soluzioni e insieme possiamo cambiare questo stato di cose ormai  “datato” e intollerabile sul piano umano, civile e sociale, oltre che economico .

In che modo allora possiamo cogliere il positivo di questa crisi?  Come  possiamo fare un passo avanti senza dover tornare indietro e rinnegare i  progressi fatti?

Il dibattito è molto diffuso e anche controverso, certo si comincia sempre di  più a parlare anche di Etica e di come bisognerebbe tornare a modificare il
nostro modo di approcciare l’esistente in tutti i suoi aspetti. Forse tutto
questo sta accadendo per farci capire a livello globale che l’attaccamento
materialistico e l’arricchimento di pochi a scapito dei molti siano valori e
orientamenti morali che hanno fatto il loro tempo?

E’  mia intenzione  fornire approfondimenti  su come si possa creare  uno “spazio di ascolto”  per chi ha perso il lavoro e  soprattutto  ipotizzare   la formazione di   un  “gruppo di auto-mutuo-aiuto”  legato alle tematiche del lavoro .

 Questo opuscolo  nasce  dall’esigenza di  estendere la conoscenza di queste realtà ,  affinché  si possa   approfondire  che cos’e un gruppo di auto-mutuo-aiuto e del perché di questi gruppi con problematiche diverse, delle modalità di conduzione di un gruppo così composto  e insieme  si potrà  decidere su  come procedere in merito.

Il supporto morale  e umano  in queste circostanze  è fondamentale per non soccombere  e  poter scongiurare spesso il peggio .

“ Incontrare altre persone nella stessa condizione significa porsi in ascolto della propria e altrui storia, superare il senso di vuoto e isolamento, confrontarsi con altre esperienze e scambiarsi informazioni a tutto vantaggio del proprio  benessere  e di chi  ci è più vicino ”.

Da diversi anni  sono operativa  con attività di “ascolto”  sul nostro territorio , a partire  da quelle più legate  agli  aspetti di conflittualità  all’interno delle coppie  e delle famiglie  sino  a quelle  più recenti  legate alle tematiche del lavoro,  di  cui ho anche potuto scrivere  il mio secondo   libro  Lavoratori Acrobati .

Sento spesso le pubbliche amministrazioni “lamentarsi”  che non possono fornire adeguati servizi per il sociale  e che hanno sempre meno risorse  e devo dire che questo un po’ mi indigna  e non mi convince troppo,   perché  ad esempio  per aprire uno spazio  di ascolto su tematiche legate a chi ha perso il lavoro  e quindi uno spazio che “aiuti”  moralmente a traghettare le persone  a  situazioni  più sostenibili  sul piano personale e umano,  non occorrono molte risorse  finanziarie  in quanto  lo  si può realizzare  a costi minimi  , basta  avvalersi i di uno spazio fisico   e  di persone che  per  competenza  e vissuto gestiscano  questo spazio  magari in una situazione di rete tra più comuni  , a costi ridottissimi , quasi a “costi zero”  .

Ritengo che ,almeno in una fase di avvio del progetto, in questi spazi  ci debbano essere persone   formate alla relazione d’aiuto  e che comunque non  siano semplici volontari .

Una volta avviato lo spazio ,  si può organizzare l’attività di gruppi di auto-mutuo-aiuto  secondo le esigenze  che verranno  esplicitate e raccolte , in maniera sistematica, da chi ha perso il lavoro e anche questo tipo di progetto può essere concepito e realizzato  con un respiro un po’ più sistemico  territoriale  e in rete anche con  tutte le altre realtà  che poi concretamente, in fasi successive ,  possono  avviare un  percorso di  reinserimento lavorativo adeguato e quant’altro .

Mi piacerebbe molto  che  le diverse Istituzioni  interessate  investissero più tempo a mettere  veramente, coi fatti , al primo posto della loro  agenda l’emergenza del lavoro  e le possibili azioni e servizi da attivare in maniera virtuosa e in collegamento a cascata con le aree  del sociale,    delle politiche  per le famiglie, per le donne e per i giovani ;  coerentemente  le Pubbliche Amministrazioni potrebbero presentare  al Governo proposte  e  progetti  a favore del  “lavoro”,   in maniera che vengano  riconosciute e premiate  con risorse   le amministrazioni  più attive in merito ;  credo che  queste modalità  darebbero maggiori stimoli  e    molti “burocrati”  della pubblica amministrazione  si trasformerebbero  in  fulcri  dinamici  e creativi  a favore della collettività  e  , in maniera preventiva, soprattutto  del benessere sociale  in senso più ampio.

 

 

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