Solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo …lo cambiano davvero!Just another WordPress.com site

Stralci  tratti dal  racconto scritto  di  Stefania Cavallo  e interpretato  il 16 marzo a Masate (MI) 

Durata : 1 ora e mezza

 “DONNE CHE (R)ESISTONO  NELLA CRISI. LAVORO, VITA, POESIA  E METAFORE AL FEMMINILE”

Un momento per  riflettere insieme sul tema del

ruolo delle donne  ai tempi della crisi

“Non mi basta più la cura… perché voglio pensare in grande ! ” “Voglio conoscere di più… non voglio che mi rimpiccioliscano i miei desideri ” …perché spesso nei tempi della crisi questo accade, accade che “il mondo venga rimpicciolito”!

Giornata Internazionale  Donne 2013  MASATE

Con questa iniziativa  l’intento  è  quello  di presentare   un percorso   al femminile   attraverso una galleria di Donne che ho   incontrato   in questi  anni recenti  e   ognuna a suo modo mi ha trasmesso   positività , riflessioni  importanti   e  coinvolgimento   emozionale  , affinché   non mi sentissi   più sola ma insieme con tutte loro a portare avanti   comuni  lotte di  ( r) esistenza ,   in particolare in questo periodo difficile  un po’ per tutti  a causa di una  crisi  non solo economica  ma più complessa  anche di tipo culturale  ed etico  . 

Di seguito riporto solo alcuni stralci del mio “racconto”  di Donne   svolto   durante  l’incontro a Masate di ieri sabato 16 marzo .  Non sarebbe stato possibile  senza  la mia vicinanza   e frequentazione  ai vari presidi  di licenziate e licenziati   in cui ho avuto modo di portare un pò della  mia solidarietà ; ho  scoperto un mondo di donne  che  supporta  i   presidi ,   sono compagne , madri,  sorelle , amiche  della società civile     che  continuano  a  lottare pacificamente   per  tutti noi  e per una società migliore .

 

EURIDICE E   LE ALTRE

 Lella-Costa-e-la-televisione_v_gdv 

 

“E’ questo che vorrei provare a raccontare – questo andare, incerto ma inesorabile, questo voler esplorare e partire e mettersi in gioco e capire, questo continuo sfidare e chiedere conto e pretendere rigore e rispetto e coerenza; la fatica e la leggerezza, il dolore, lo sgomento, la rabbia, i desideri, la testardaggine, l’autoironia, il magonismo  terminale, la sorellanza che forse è perfino più inquieta della fratellanza; la violenza, ahimè, inevitabilmente; e l’inviolabilità, anche, possibilmente. Euridice e le altre, nei secoli protagoniste o (e?) testimoni di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue, di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, incoercibile, formidabile accanimento terapeutico nei confronti del futuro. Euridice e le altre, sicuramente non tutte ma molte – le “ragazze senza pari” che abitano, e animano, la nostra vita e la nostra memoria. E che, compatibilmente con il mondo, riescono ad essere straordinariamente creative, e irresistibilmente simpatiche.” (Lella Costa  E UN estratto  del suo spettacolo  “RAGAZZE“)

Fonte : http://elenatorresaniblog.wordpress.com/2012/05/02/lella-costa-canta-le-donne-e-noi-con-lei/

 

 

LA POESIA DI ALDA MERINI

 

Milano  Se Non Ora Quando  20111 

 

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini

LE OPERAIE

I LAVORATORI    SENZA LAVORO  E  SENZA TRENO  DEL BINARIO 21  MILANO

Ho incontrato tante donne nei presidi  in cui ho avuto modo di  dare la mia solidarietà come società civile e tra queste non posso dimenticare  ad esempio  la moglie di Carmine Rotatore   , vi ricordate  uno dei primi tre che  è salito sulla Torre Faro  del binario 21 alla stazione centrale di Milano  dopo aver appreso  del  loro licenziamento   come  lavoratori dei wagon-lits .  Ho scritto di questa donna per me indimenticabile  e dei “lavoratori   senza treno e senza lavoro “ .

 Giovanna Rotatore

                                                               GIOVANNA    ROTATORE

I media  iniziavano a  scrivere  che  da   giorni, tre operai  stavano  protestando alla stazione Centrale di Milano, a 15 metri di altezza  e  che  “Prima facevamo una vita decorosa,  poco tempo fa è arrivato l’ultimo stipendio: 420 euro”,  racconta Giovanna Rotatore, moglie di Carmine, uno dei lavoratori  . 

Era il i 27 dicembre 2011  e decido di  andare ed incontrare gli ex-lavoratori dei “servizi notte” di Trenitalia perché mi ha colpita la loro vicenda, mi ha colpito ascoltare le diverse storie anche attraverso la trasmissione di Santoro Servizio Pubblico che ha dedicato loro due puntate.      Ho deciso di dedicare un po’ di tempo per capire più da vicino questa storia di “lavorochenoncè”, così come ce ne sono molte in questo periodo storico, anche perché desideravo raccontarla nel mio blog e poi nel mio libro  in cui ho deciso di dare voce alle molte storie di disoccupazione e di crisi attuale del lavoro.  Ho  scoperto un mondo di donne  che  supportava   i vari presidi   del Binario 21  ,   sono compagne , madri,  sorelle , amiche  della società civile     che insieme  si preoccupavano  un po’ di tutto ,  dalle cose di prima necessità , dagli appelli per la legna che mancava ,  ad altri appelli    importanti   rivolti  alle istituzioni e  ai  rispettivi  rappresentanti    che si succedevano in visita  . 

Così ho in mente anche la moglie di Carmine , dolcissima e del suo pianto a dirotto  durante  una puntata con Santoro   di Servizio  Pubblico   e poi  durante  un’assemblea del 13 gennaio  2012  al binario 21 di Milano   in cui prende il  microfono per urlare a tutti noi presenti   di non lasciare che  tutto quello  che suo marito stava facendo , insieme  a Oliviero  e  a Giuseppe,   andasse  svanito nel nulla !   Una donna  resistente autentica  ! 

LE LAVORATRICI DELLA   JABIL  E IL LORO CORAGGIO

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Mi dicono  che   non si sono  mai sentite  delle  “fallite”  perché licenziate ,   ed esortano   tutti  coloro che vivono la stessa condizione  a  “rimettersi in gioco” .  Parlano  di una sensibilizzazione diversa alla situazione attuale  ed  di come  non si debba essere  complici di questo sistema  del lavoro  che mercifica i lavoratori   a modi  “usa e getta”  con   operazioni  di speculazione finanziaria che sono ormai sotto gli occhi di tutti.   Ci spiegano   con  determinazione di come  loro  “operaie  della  Jabil”  costituiscano  una risorsa fondamentale   di questa lotta  e ci raccontano  di   come loro   e  tutti i colleghi si stiano  prendendo  “cura”  dell’azienda , tenendola pulita  e di come  stiano continuamente pensando  soluzioni  per rilanciare l’azienda  .  “Abbiamo perso il posto di lavoro  , ma non l’intelletto e la dignità di  Persone !”  .   C’erano tante donne , tante operaie della Jabil  , anche quel giorno  nel  luglio scorso (era  il 27 luglio..) , un’alba estiva  indimenticabile  ,  per reagire e respingere  il tentativo , non riuscito,  della Polizia  di smantellare tutto il presidio  recuperando con la forza  anche i macchinari difesi dagli operai  con determinazione , sino ad allora,  come unico  mezzo  di sopravvivenza  e  di legame  con la realtà  esterna e vera  del lavoro  con  la  possibilità  concreta  di   rilancio  per la  loro  vita  e la loro dignità  di persone .  

Non ci dimentichiamo  che spesso  il livello di consapevolezza   di queste lotte e in questi presidi  è  molto alto   proprio  nel  proporre  la realizzazione  di  nuovi  progetti interni guidati dalle lavoratrici  e dai lavoratori  e che possono attuarsi con dei finanziamenti  , da parte dei comuni ad esempio,    e inoltre   solo così si  continua a sottolineare  l’importanza   e il  perché la fabbrica  costituisca  un patrimonio  collettivo  e sociale .   La  Jabil/Ex Nokia/Siemens   è  una fabbrica “esempio”  per tutti  noi  ,  alternativa alla logica  “dell’ognuno pensi per se”  e   ci interroga  tutti  e  con   forza  sul fatto  che il territorio non è indipendente dalle fabbriche  e da chi ci lavora .

BERESHEET :  Edna Angelica Calò Livnè

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C’è un’altra donna che ho conosciuto di persona qualche anno fa a Milano , anche lei grande “tessitrice di Pace” ed è Edna Angelica Calo Livne.

Dice di sè stessa:

“Mi chiamo Angelica e anche Edna, sono nata a Roma e vivo nel kibbutz di Sasa, in Galilea, in Israele….”

Edna Angelica Calò Livné impiega dodici minuti per affascinare il primo gruppo di ragazzi, quattro in meno per farsi abbracciare dal secondo e parla ai tanti studenti in occasione del corso intitolato “Una cultura in tante culture”, dinanzi a decine di ragazzi seduti nell’aula milanese dell’ Istituto Professionale Marignoni-Polo, che si chiedevano chi fosse Angelica, perché mai dovessero essere lì ad ascoltare una sconosciuta al posto delle usuali ore di lezione.

Poco più della metà degli studenti sono ragazze, la maggioranza di origine straniera, i loro occhi ormai fissi su Angelica, mentre i maschi guardano in aria:

“Era il periodo degli attentati e ho immaginato un progetto in cui i ragazzi ebrei e arabi partecipassero insieme ad un teatro che li facesse esprimere e costruire un mondo senza guerra, senza odio, di modo che si guardassero in faccia senza maschera.” e mentre Angelica illuminava tanti ragazzi, mentre una scienziata israeliana vinceva un Nobel per la chimica, mentre un’ azienda israeliana vendeva alla Volvo un sistema salvavita per i pedoni, paradossalmente nello stesso istante a decine si levavano nuove voci che invocavano l’odio e la distruzione di Israele, dal consiglio dei “diritti umani di Ginevra”, a manifestazioni e discorsi in giro per il pianeta.  Nonostante questo buio, Angelica costruisce, perché sa che quello dei distruttori non è il mondo :“Quando ci presentiamo, noi diamo agli altri qualcosa di noi, mettiamo nelle loro mani la nostra identità”, spiega Angelica, i ragazzi sono a bocca aperta, scoprono sia l’autostima che il desiderio di sentirsi pronti per ascoltare gli altri e per esserne parte.

Nel mondo ci sono donne incredibili, Tessitrici di Pace come la pedagogista e regista Edna Angelica Calo Livne che ha creato una Fondazione la “Beresheet La Shalom Foundation” (Beresheet è la prima parola della Bibbia e vuol dire “All’inizio”) che fa un lavoro immane e stupendo con le giovani generazioni israeliane e palestinesi , di varie etnie nel mondo attraverso lo strumento altamente educativo e unificatore che è il Teatro.

E   ALTRE   SPLENDIDE  DONNE ………..CON CUI , CON QUESTO LAVORO ,  CERCO  DI RESTITUIRE  UN PO’  DELLO  SPIRITO DI QUESTA NOSTRA DIFFICILE  MA  STIMOLANTE   CONTEMPORANEITA’.

Stefania Cavallo

17  marzo 2013

Tra le fonti  di   ispirazione   soprattutto il mio blog  e il mio libro Lavoratori Acrobati  e  di recente  anche  l’esperienza  fondamentale   per me del gruppo   AMA di Inzago  per disoccupati e precari  , un gruppo  di persone  che seguo personalmente   e che da poco ha creato un suo sito  (Gruppo AMA INZAGO) .   Ecco l’immagine che lo rappresenta :

 AMA  INZAGO  Disoccupati

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