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Un vero  leader  “emozionale”: Oracio Pagani , l’ Amministratore Delegato di Pagani Automobili  

 

Giovedì 8 novembre  mi sono recata  in Assolombarda , su  invito,   per seguire  il convegno della Galgano  in occasione della  24° Giornata Mondiale della Qualità  e del suo   50°  Anniversario.

In questa società e nel gruppo   vi  ho lavorato  quasi 15   anni , lasciandola ben 12 anni fa , è stata  una realtà che  mi ha formata professionalmente e in particolare sono riconoscente ad Alberto Galgano  perché  quest’uomo per me  ha rappresentato  un importante   maestro  sia  per la mia  professionalità   che  per il mio   sviluppo personale . 

Ho voluto bene in maniera autentica a quest’azienda e  ai miei colleghi  ed è per questo motivo che a distanza di 12 anni  mi ha fatto enormemente piacere  ritrovali , proprio  in questa occasione.

In questi anni,  molto è cambiato per me , non  sono più in questo ambiente  della consulenza aziendale  e senza rimpianto  mi sono rimessa in gioco  nel 2006  riqualificandomi come mediatrice familiare  e  incominciando  un nuovo percorso   che mi ha portato ad oggi  a scoprirmi  anche una scrittrice  su temi sociali e culturali ad ampio raggio .

Seguendo gli interventi del pomeriggio,  attraverso  prestigiose testimonianze sulla Qualità, non poteva  non   coinvolgermi il sentito  intervento di Oracio Pagani , Amministratore Delegato di Pagani Automobili  produttore di SuperCar con il marchio Zonda  ed è proprio  dal  suo tipo di approccio che  sono rimasta incantata  al di là  di ogni aspettativa .

Questo leader  mi ha “incantata”  per il  continuo  ricordare le sue umili origini  , quale italo-argentino con la famiglia emigrata  dall’Italia in Argentina per fare il pane . 

E’ stato molto emozionante quando ha detto che  forse l’unica cosa che i suoi genitori e in particolare sua madre gli ha dato  è stata  la sua arte in quanto la mamma era un’artista .

Questo  “piccolo grande uomo” ( si fa per dire!)  , ci ha  raccontato come  l’arte , come ce l’ha tramandata Leonardo,  poi diventerà il  “motivo conduttore”  della sua professione  in quanto  verrà in Italia  e diventerà  quello che  oggi conosciamo ,  grazie alla sua capacità artistica  nel disegno , nel  realizzare e produrre   le sue SuperCar con il marchio Zonda   , una  sfida  incredibile che continua ancora oggi .

Pagani mi ha ricordato  lo stile di un vero leader “emozionale” , di chi parla al cuore delle persone  evocando l’arte e la bellezza  e lo fa con semplicità e chiarezza  comunicativa , sbalordendo la platea  che magari  appare  abituata   più ad uno  stile   “impostato” , in cui  è più importante  l’apparire  all’essere, invece  tutto questo è stato capovolto  offrendomi   l’opportunità di  fare diverse  riflessioni  con mia grande  e piacevole sorpresa.   

Infatti,  quando quasi  alla fine del convegno,  Cristina Galgano ha chiesto se c’erano domande per i relatori ,   non potevo  trattenermi  nel   rivolgere  una sola domanda al Signor Pagani , chiedendogli  esattamente questo :   “ Cosa la anima  in questo suo modo  così semplice e chiaro  nella sua  sfida  imprenditoriale  e che posto hanno gli affetti e la famiglia per lei  , nel suo lavoro? “   bene ,  il Signor Pagani  mi ha risposto  dandomi piena soddisfazione  e sfoderando  parole come “umiltà “ e “normalità”  e dimostrando  che si può essere sempre se stessi , anche da grandi  manager,   senza mai dimenticare  da dove si arriva .

Un’altra domanda avrei voluto fare al Signor Pagani  ed è questa :” Perché ha deciso di rimanere in Italia  e continuare  dall’Italia la sua sfida imprenditoriale ? “

Certo il suo è un esempio incredibile di capacità imprenditoriale  “visionaria” , evidentemente per tutti noi e soprattutto per i giovani   e credo  che queste “visioni” ,  così positivamente contagiose,  dovrebbero  circolare maggiormente   in vari ambienti , nelle scuole , nelle Università  e nella società  sia per  comunicare un’iniezione  di  sano coraggio  sia per  dire   che  investire in Italia  e per il nostro  paese   è  una grande opportunità  o come forse direbbe  il Signor  Pagani  è  appunto  qualcosa di  “normale” . 

Infine , vorrei concludere ricordando  che   il lavoro, la vita  e la poesia  come l’arte  sono tra loro più correlate di quanto immaginiamo, a tale proposito  vorrei citare il poeta e consulente   David Whyte  , che  ho conosciuto di persona nel lontano ormai   febbraio 1989  durante la presentazione del libro tradotto in italiano  “Il risveglio del cuore in azienda . Poesia e preservazione dell’anima sul luogo di lavoro”  Guerini Associati  Ed..  1997, Milano , con la presentazione del mio ex-Presidente  Alberto Galgano   in occasione del 35° anniversario del Gruppo Galgano,  con queste sue splendide parole :

“Qualsiasi cosa scegliamo di fare , la posta in gioco è molto alta . Con un po’ più d’attenzione , un po’ più di coraggio e , soprattutto, un po’ di più di anima , le nostre vite possono essere facilmente  scoperte e celebrate nel lavoro e non , come adesso, sprecate e perse nella sua ombra”  (dal mio blog : https://stefaniacavallo.wordpress.com/2012/08/30/il-lavoro-la-poesia-e-la-vita-raccontando-del-poeta-scrittore-david-whyte/)

Tanti cari  e meritati  auguri  GALGANO   !

 

Stefania Cavallo

11  novembre 2012

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