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Dopo una vita trascorsa in fabbrica ecco una storia “coraggio” 

 

(da Lavoratori Acrobati di Stefania Cavallo)

Esordiva così una nuova amica ex-lavoratrice sul nuovo blog di Lavoratori Acrobati e a proposito del nostro nuovo mezzo per renderci visibili alle persone, una sorta di TG mensile:

“Mi piace questa iniziativa del tg mensile ma penso che conoscendo la gente del territorio ci saranno difficoltà a fare emergere certe situazioni,parlo per esperienza personale comunque mi piacerebbe parlare con Stefania Cavallo di persona per raccontare la mia storia anticipo che sono mamma di tre figli e dopo una vita trascorsa in fabbrica mi ritrovo con una pensione di invalidità 100% di 256euro al mese e iscritta nelle categorie protette alla ricerca di un lavoro idoneo alla mia situazione attuale di salute,e mio marito con un lavoro precario a contratto.
Cordialmente N.”.

Con questa dolcissima donna ci siamo incontrate nel mese scorso di ottobre e ho registrato una prima parte della sua storia di ex-lavoratrice, un racconto breve ma sufficiente per capire che questa donna è stata molto coraggiosa e che nella mia memoria rimarrà per sempre “un’amica coraggio”.

Mi ha raccontato, nella breve intervista raccolta e che potete ascoltare dal vivo al seguente link: http://chirb.it/5fMK4m dei tanti anni di lavoro come operaia in fabbrica e poi anche in ambito sco-lastico, come operatrice scolastica, sino a quando qualche anno fa , tre anni fa circa, è stata colpita al seno proprio da un cancro che si è esteso sino ai polmoni compromettendo ad un certo punto e in maniera grave la sua vita.

E’ riuscita a vivere e oggi è una donna con una forte personalità e ancora con una “grinta da vendere”, così tanto che è riuscita a perdonare tutte quelle persone che secondo lei non l’avevano aiutata né a trovare un nuovo lavoro, già perso per via della sua malattia, né forse il contesto sociale aveva ascoltato con attenzione e umanità le sue difficoltà psicologiche e fisiche di quel momento terribile della sua vita in cui non solo si  era trovata senza un lavoro, ma sul piano della salute la sua esistenza era ad un bivio cruciale tra la vita e la morte.

Ancora oggi quest’ “amica coraggio” sta cercando un lavoro nell’ambito delle categorie protette, avendo un’invalidità del 100%, e credo che si meriti ancora tanto dalla vita soprattutto per la sua forza morale e inoltre come madre ha molto a cuore il destino dei suoi tre figli minori, probabilmente già resi più maturi, rispetto agli altri loro coetanei, da questa tremenda esperienza che ha stravolto le loro vite e quella della loro famiglia.

Mi ha colpito di questa donna la sua dignità e la sua capacità di reagire alle avversità che le erano capitate, così come l’intelligenza vivace nel voler sempre progredire acquisendo nuovi mezzi per trovare un nuovo lavoro, ad esempio imparando ad usare il pc, e cercando di darsi da fare anche quando aveva dovuto fare la casalinga, un po’ in maniera forzata, nel periodo di convalescenza del suo intervento ospedaliero e con la chemioterapia, e siccome non entravano soldi in casa , perché anche il marito passava un periodo di disoccupazione, si era “arrangiata” con lavori di sartoria e cu-cito in cui era molto brava e si era specializzata da ragazza in una scuola del settore, come si suol dire “impara l’arte e mettila da parte”.

Mi ha raccontato anche come ciascuno dei suoi tre figli, una bimba e due maschi, hanno reagito tutti in maniera diversa alla situazione, quando la mamma è stata molto male e sicuramente anche loro hanno dovuto elaborare un momento difficile della loro vita perché questa mamma ad un certo
punto non li poteva più seguire e soprattutto la più piccola non poteva essere accompagnata dalla sua mamma a scuola al mattino, almeno nei primi tempi della convalescenza. Ci siamo commosse entrambe a questo punto del racconto, perché quest’ “amica coraggio” ha poi aggiunto che in realtà ha dovuto reagire molto presto al suo stato di convalescente proprio grazie alla “sua piccolina” che voleva solo la “sua mamma” ad accompagnarla a scuola… Come non comprenderla!

Un’esperienza umana incredibile che mi sarei persa se solo non avessimo avuto la reciproca possibilità di incontrarci grazie alla Rete e a questo blog. Grazie cara amica “coraggio”, per te questa dedica anche da parte dell’amica Maria Fruino:

“Le donne più forti amano i diversi, gli sbagliati, quelli che poi si rivelano incredibilmente giusti. Le donne forti amano i personaggi deboli del loro tempo, ma forti nel futuro. Le donne forti amano fermare i pianti di chi sa. Le donne forti sono forti e glielo puoi leggere addosso. Le donne forti hanno sofferto. Le donne forti non cedono per seguire altri esempi. Le donne forti si creano, ma riescono a distruggersi cercando di capire perché si sono create così. Le donne forti amano le soluzioni difficili, purtroppo capiscono che sono le uni-che. Le donne forti amano in modo diverso, amano forte. Le donne più forti il più non lo conoscono, perché il più sono loro. (E. Moon)

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