Solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo …lo cambiano davvero!Just another WordPress.com site

Everything is Waiting for You


Your great mistake is to act the drama
as if you were alone. As if life
were a progressive and cunning crime
with no witness to the tiny hidden
transgressions. To feel abandoned is to deny
the intimacy of your surroundings. Surely,
even you, at times, have felt the grand array;
the swelling presence, and the chorus, crowding
out your solo voice You must note
the way the soap dish enables you,
or the window latch grants you freedom.
Alertness is the hidden discipline of familiarity.
The stairs are your mentor of things
to come, the doors have always been there
to frighten you and invite you,
and the tiny speaker in the phone
is your dream-ladder to divinity.
Put down the weight of your aloneness and ease into
the conversation. The kettle is singing
even as it pours you a drink, the cooking pots
have left their arrogant aloofness and
seen the good in you at last. All the birds
and creatures of the world are unutterably
themselves. Everything is waiting for you.
— David Whyte
from Everything is Waiting for You
©2003 Many Rivers Press

Fonte : http://www.davidwhyte.com/english_everything.html

Il suo sito: http://www.davidwhyte.com/home.html

Ogni cosa ti sta aspettando

Il tuo grande errore è nel recitare un dramma come se tu fossi solo.
Come se la vita fosse una continua  astuta punizione senza un testimone alle minime trasgressioni nascoste.
Ti senti abbandonato e rinneghi l’interiorità  di ciò che ti circonda.
Sicuramente, proprio tu, al tempo, hai sentito un grandioso  ordine ; una presenza  in crescendo  e un coro, lasciando fuori la tua “voce sola”  tu devi prendere nota  di ciò che il  percorso  scivoloso ti permette, o  la finestra  col chiavistello  che  ti concede la libertà.
La  (nostra)  prontezza  è la disciplina nascosta  dell’interiorità .
Le scale  sono il  tuo mentore ( guida)  delle cose che arriveranno , le porte saranno sempre lì a spaventarti e a invitarti  e il più piccolo  “parlatore”  (speaker)  al telefono è la tua  scala-sognata
per la divinità.
Butta via il peso della tua solitudine  e  calmati nella conversazione .
Il timpano sta fischiando sereno  come  a offrirti  da bere, le pentole hanno lasciato  la loro arrogante indifferenza  e finalmente  guardanti  il buono (che è ) in te  .
Tutti gli uccelli e le creature del mondo non esprimono  loro stesse .
Ogni cosa ti sta aspettando.

— David Whyte

Libera  traduzione  ,  di Stefania Cavallo

Commento

Ho provato a tradurre questa poesia  anche se l’inglese è una lingua  che ho imparato tardi  , già adulta  , in quanto la mia lingua è sempre stata il francese  , lingua alla quale mi sono molto appassionata  anche da studentessa  e che ho tradotto molto anche in seguito per esigenze lavorative.
Ultimamente sto recuperando l’inglese  per esigenze personali  e l’essermi riavvicinata a questo poeta  David Whyte   attraverso i suoi scritti  e  questa poesia scritta in inglese “Everything is Waiting for You”  mi ha spinto a voler capire  l’evoluzione del suo pensiero  rispetto a quando l’ho conosciuto di persona nel lontano ormai   febbraio 1989  durante la presentazione del libro tradotto in italiano  “Il risveglio del cuore in azienda . Poesia e preservazione dell’anima sul luogo di lavoro”  Guerini Associati  Ed..  1997, Milano , con la presentazione del mio ex-Presidente  Alberto Galgano   in occasione del 35° anniversario del Gruppo Galgano .

David Whyte  ha un bagaglio incredibile  in quanto è stato, da giovane  e per molti anni,  una guida naturalistica alla  Galapagos , da sempre poeta  e    consulente aziendale per manager  di grandi e importanti multinazionali  in giro nel mondo  , anche oggi .

“Il risveglio del cuore in azienda . Poesia e preservazione dell’anima sul luogo di lavoro” ,  fu già per me un’ importante   rivelazione  , allora   da giovane consulente d’ azienda   che si occupava di tematiche più legate alle relazioni umane , agli aspetti organizzativi  e motivazionali per  gli impiegati  all’interno delle aziende e delle realtà lavorative  pubbliche  e private;  una rivelazione incredibile perché  quest’uomo parlava già allora  dell’importanza di  “portare una parte maggiore di noi stessi nel posto di lavoro”  specialmente quegli aspetti che hanno a che fare con la nostra interiorità  e intuizione personale .
David Whyte  diceva  già all’epoca  :

“ Nell’accogliere la creazione alle sue condizioni, siamo in grado di fermare , per un prezioso instante, il nostro interminabile monologo di preoccupazione per noi stessi e di sentire la creazione parlare a qualcuno di più grande e più vasto della persona indicata dalla nostra  job description .  Noi non coincidiamo  con le nostre   job descriptions, né con le anguste e confinate prigioni che quelle descrizioni hanno costruito per noi. Non  coincidiamo con il nostro conto economico. Non coincidiamo neppure con le nostre ambizioni e aspettative di carriera . …..Ci è stato consegnato un mondo del lavoro , accettato da tutti, nel quale le cose che hanno davvero importanza per la vita umana sono state spinte ai margini della nostra cultura . Molte delle nostre presenti lotte con le organizzazioni sono legate al ricordo di ciò che è essenziale e volte a ricollocarlo al centro delle stesse vite ……Preservare l’anima nell’organizzazione significa reclamare indietro tutte quelle qualità dell’anima sacrificate sull’altare della sopravvivenza organizzativa . Proprio nell’atto di rivendicarle, la lotta personale interiore diventa un’azione politica esterna”.

David Whyte  è stato anche per molto tempo  in Asia   , sull’ Himalaya  e ha  assorbito  la filosofia orientale  e questo lo si coglie  spesso nelle sue poesie  e nei suoi scritti  , nel linguaggio che ci offre  in cui si parla moltissimo di “soul”  – anima , di “intimity”  -interiorità  e di “creativity”- creatività .
Così  come  l’utilizzo  che fa  ricorrente di fiabe e leggende legate ai miti del  mondo anglosassone , in cui  troviamo tante creature  e persone che ad un certo momento  uccidono o vengono uccise ,  come  la storia   dell’eroe  Beowulf   e della sua lotta  con i suoi mostri interiori ed  esteriori .

Dice ancora Whyte  : “  Il fiume lungo il quale navighiamo è fatto della stessa sostanza  del grande mare della nostra destinazione .  Questo  genere di approccio deve essere visto come la “grande arte” del lavorare per vivere, del ricordare ciò che è più importante nell’ordine delle priorità e il posto che occupiamo in una storia molto più vasta di quella che la nostra  job description definisce.
Altre “grandi arti” , come la poesia , possono ricordarci e incoraggiarci verso tale scopo.  Qualsiasi cosa scegliamo di fare , la posta in gioco è molto alta . Con un po’ più d’attenzione , un po’ più di coraggio e , soprattutto, un po’ di più di anima , le nostre vite possono essere facilmente  scoperte e celebrate nel lavoro e non , come adesso, sprecate e perse nella sua ombra”.

Allora accostando queste ultime  parole del poeta  alle realtà attuali  e drammatiche  di ciò che sta accadendo  nei tanti luoghi di lavoro in giro  in Italia , e non solo,  potremmo dire che  in questo preciso momento storico  vi è molta “anima”  che cerca di riaffermarsi  nelle fabbriche e nelle aziende  perché   assistiamo  alla forte richiesta di lavoratrici e  lavoratori  licenziati   nel   riprendersi il posto di lavoro  però  con  nuove condizioni per  reagire ad un sistema economico e aziendale  che in maniera spregiudicata   li considera dei “vuoti a perdere” .

Sono diversi mesi  che seguo tanti lavoratori  che presidiano  i loro posti di lavoro con l’intenzione di non mollare sino a che non vedranno  riconosciute le loro ragioni  e la  loro dignità  nel  lavoro  e come  esseri umani , credo anche che sia importante  creare un nuovo approccio culturale  ed esistenziale   che ripensi  seriamente  a quali sono le  nuove priorità   nel mondo del lavoro  e nella società   per poter uscire da questo  empasse , oltre ovviamente  a  riavviare  l’economia, la produttività    e  interventi più strutturali in materia .

Stefania Cavallo

30 agosto  2012

Annunci

Commenti su: "Il lavoro, la poesia e la vita . Raccontando del poeta- scrittore David Whyte" (1)

  1. […] “Qualsiasi cosa scegliamo di fare , la posta in gioco è molto alta . Con un po’ più d’attenzione , un po’ più di coraggio e , soprattutto, un po’ di più di anima , le nostre vite possono essere facilmente  scoperte e celebrate nel lavoro e non , come adesso, sprecate e perse nella sua ombra”  (dal mio blog : https://stefaniacavallo.wordpress.com/2012/08/30/il-lavoro-la-poesia-e-la-vita-raccontando-del-poeta-…) […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: