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APPELLO A  TUTTI  I SINDACI   LOCALI   E NAZIONALI   PER  ESSERE PRESENTI SUI LORO TERRITORI  A DIFESA DELLE FABBRICHE , DELLE AZIENDE ,  DEL LAVORO, DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

 

 

 

 

 

Cari Sindaci   e   Presidente ANCI  NAZIONALE,

Chi scrive non è una sindacalista , né un politico  , né  un potente  , ma semplicemente  una persona di buon senso  ed una cittadina attiva  che  ha a cuore  le sorti di questa Italia  e  di tutte quelle persone   che hanno perso ingiustamente il loro lavoro , vedendosi togliere  tutto  , ma   soprattutto la dignità di persone.

In particolare,   essendo nella zona Martesana  in questi giorni  ho appreso  che le lavoratrici e i lavoratori della Jabil – Ex Nokia – Siemens  col presidio a Cassina De Pecchi  è praticamente un anno  che  continuano  a “resistere” pacificamente  e questo non può non interrogare tutti noi , della Società civile  oltre che tutte le Istituzioni e le Associazioni del territorio,  sul fatto che questa situazione non è più tollerabile  sia sul piano della civiltà che sul piano  umano oltre che  economico e produttivo.

Qualcosa è stato fatto col protocollo d’Intesa siglato tra i vari enti pubblici , sottoscritto da Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Cassina de’ Pecchi il 29 giugno 2012  per evitare la speculazione edilizia  sul  sito  ad opera di Nokia  …….ma  ci vuole un maggiore coinvolgimento  di tutti gli altri Sindaci  , da Milano  a tutti quelli in Lombardia   e oltre , affinché  si possa  creare , in maniera virtuosa e costruttiva, un  Comitato del lavoro  dei Sindaci  ,col  Presidente dell’ANCI  , le Istituzioni dei livelli superiori   (Presidenti di Regioni e Province )  e  le Associazioni   nel   sostenere questi lavoratori  affinché   si risolva al più presto   e in maniera  soddisfacente per tutti  la loro situazione , ma anche quella di  altri presidi   e di altri lavoratori  .

Ricordo in breve la storia del presidio Jabil  già raccontata  e scritta sui vari media  .

” Nel 2007  su 4000  lavoratori , circa 3000 vengono “bruciati” (tra Cassina e Cinisello)   sino alla cassa integrazione  nel 2010   e se in 4 anni  a Cassina   la Jabil  avrebbe avuto commesse garantite   ,  al termine dei 4 anni   decide  di chiudere la produzione .
La casa-madre  americana vuole disperdere le fabbriche europee  e ci accenna al fondo Mercatec   (che non ha mai fatto industria in Italia !) ……durante il complicato avvicendarsi dei fatti   ecco il colpo di scena della Jabil  (fine 2010)   quando  due giorni prima  di concertare il passaggio del fallimento all’amministrazione del Ministero   “riappare”  e ricompra tutto  …..tranne poi   6 mesi dopo   ricreare le stesse condizioni   disastrose , non pagando più i fornitori  e nessuno e mandando un fax di licenziamento  ai lavoratori  nel luglio 2011  , quasi un anno fa .

Così è iniziata la lotta  nel sito produttivo  di Cassina De Pecchi  con le lavoratrici e i lavoratori  Jabil  , una lotta estenuante  e determinata a continuare   ancora oggi  .  Si era proposta  la “cassa in deroga”  perché “con la fabbrica aperta ,  parliamo di tutto!” ……ma niente!

Fondamentale che questo settore  delle Telecomunicazioni   riparta    e si riesca  a portare Nokia ad un tavolo  negoziale  in cui dica cosa vuole fare di quest’area .
Roberto  Malanca  , Responsabile RSU  FIOM CGIL  Jabil, ci ha detto in un recente suo intervento ad Inzago queste parole  : “E’ un anno di presidio  che ad oggi  riflette in me  sentimenti contrastanti  nel senso che da un lato evidenzia forse che tutto quello che  è stato fatto  non è stato inutile , ma dall’altro lato  dice anche che se le Istituzioni  si fossero mosse prima  forse la situazione sarebbe stata  diversa !” .
La proposta   che emerge  è   quindi  quella di creare una Rete di tanti presidi  che oggi sono attivi sul territorio per  sostenersi  e  continuare a “resistere”  per riprendersi il proprio lavoro  e la fabbrica .

Anche Anna Lisa Minutillo   interviene  e  ci racconta   che :  “il presidio   permette di salvaguardare le identità  e il territorio  e solo così si sono strutturate tante attività intorno .   Le identità  delle lavoratrici e dei lavoratori Jabil   non si sono cancellate col licenziamento.
Le persone   al presidio  che prima erano colleghi, ora si svelano agli altri  con i loro svariati interessi  e  come “persone”  emergono dimostrazioni di solidarietà  tra ex-lavoratori  estendendosi così a tutto il tessuto sociale in uno scambio continuo”  .  La lavoratrice “resistente”  parla  anche  del considerare  l’azienda un po’ come  “una seconda casa”  in cui si è investito una vita , chi 20 o 30 anni  e ribadisce l’importanza della realtà del “presidio”  e dell’occupazione dell’azienda/fabbrica  in contemporanea.
Emozionante  la testimonianza di Cinzia  , la collega di Lisa,  che  racconta come pensava di  poter raggiungere l’età della pensione e invece  ha anche perso il posto di lavoro . Racconta di come la realtà in questi casi cambi pesantemente  e  delle tante rinunce ; racconta  di quanto sia importante il sostegno delle famiglie di origine  e del  loro sostegno  “invisibile” che consente  proprio  a chi  sta lottando al presidio  di poter  continuare a  “resistere”  e  nell’arduo   compito di  poter  sensibilizzare  tutta la società  civile  e il territorio  e di  continuare a   ricordarci  che  questa  è una lotta giusta   per una   fabbrica “esempio”  per tutti quanti  !

E’ importante  considerare  il fatto di  “ come sviluppare un progetto “  che non solo mantenga la destinazione d’uso ma  di come sia  necessario altresì che si sviluppi un piano industriale con un acquirente.
Il tema  è ancora quello  molto significativo  , a mio avviso,  della rilevanza culturale di queste  lotte  per la valorizzazione del lavoro  oggi.

Questi siti sono parte attiva e di importanza culturale  e sono un patrimonio della società italiana.

Per questo chiedo  a tutti i destinatari  di aderire a questo appello e di  fare seguire fatti  attraverso  atti  ,  interpellanze , petizioni  e tutta la solidarietà possibile per  questi  nostri  lavoratori .

NON LASCIAMOLI SOLI  !!!!!

Mi rendo  disponibile  a raccogliere adesioni   e ad organizzare  un coordinamento  di questa iniziativa .

Stefania Cavallo

stefania.cavallo@alice.it

392/1316509

il mio blog  : http://www.stefaniacavallo.wordpress.com

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