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IL LAVORO: CRISI E PRECARIETA’ IN MARTESANA
Martedì, 12 giugno h. 20,30 Palazzo Trivulzio –Melzo

 

UNA SINTESI  E  I CONTRIBUTI

La serata  inizia ,  verso le h. 21 ,  nell’attesa che  arrivino altri partecipanti   e il Sindaco di Melzo  ……si incomincia  col  “rituale”  ritardo   , ma  in sala  ci sono già  un po’  di persone  e altre ne arriveranno  in seguito, sino ad occupare quasi l’intera sala,   e prende la parola   proprio il Sindaco di Melzo che ringrazia  per l’iniziativa  e  in maniera  piuttosto  sintetica  passa la parola al moderatore   Luigi Brambillaschi   che ci introduce  al senso dell’incontro  e ai relatori   commentando , in prologo ,   e leggendo un comunicato  sulle tristi  vicende  e della “guerra tra poveri”  della Gartico di  Basiano . In particolare  Luigi legge il seguente  comunicato diffuso dai Cobas  che dice  così  :

“Questa mattina un plotone in tenuta antisommossa della polizia ha replicato l’attacco dell’8 giugno al picchetto dei lavoratori in sciopero davanti ai magazzini del Gigante, il tutto per cercare di far entrare nell’azienda dei crumiri venuti dall’esterno per lavorare al loro posto.
Hanno sparato lacrimogeni ad altezza d’uomo, spezzato le gambe a due lavoratori e pestato duramente gli scioperanti ferendone una quindicina. Lo scontro è stato violento: gli operai, soprattutto pakistani ed egiziani, hanno tentato di resistere a mani nude alla carica della polizia ma di fronte all’armamentario messo in campo dagli avversari hanno dovuto soccombere. I crumiri sono, così, entrati grazie al distaccamento armato della polizia sempre al servizio dei padroni per reprimere la lotta dei lavoratori, questi ultimi erano lì a difendere il loro posto di lavoro ( 90 su 120 lavoratori li vogliono licenziare nel cambio d’appalto delle cooperative ). Alla fine dello scontro hanno arrestato e portato via uno dei delegati dei lavoratori in sciopero”.

A questo punto  prende la parola  Roberto Malanca Responsabile RSU della Jabil /Ex Nokia   .

Roberto, con aria brillante e pacata,    racconta  la storia della Jabil  sino ai recenti fatti  e ci spiega  nel dettaglio in maniera chiara e appassionata  chi è la Jabil , la parte produttiva  di Nokia –Simens  (ex GTE)  e ci parla  di una  joint-venture sin  dall’inizio sbilanciata  verso Siemens .

Parla di Jabil come di un gigante nel settore specializzato in “rottamazione”  perché  rileva  il lavoro ceduto dalle  varie  multinazionali .

Nel 2007  su 4000  lavoratori , circa 3000 vengono “bruciati” (tra Cassina e Cinisello)   sino alla cassa integrazione  nel 2010   e se in 4 anni  a Cassina   la Jabil  avrebbe avuto commesse garantite   ,  al termine dei 4 anni   decide  di chiudere la produzione .
Roberto ci dice  che la casa-madre  americana vuole disperdere le fabbriche europee  e ci accenna al fondo Mercatec   (che non ha mai fatto industria in Italia !) ……durante il complicato avvicendarsi dei fatti   ecco il colpo di scena della Jabil  (fine 2010)   quando  due giorni prima  di concertare il passaggio del fallimento all’amministrazione del Ministero   “riappare”  e ricompra tutto  …..tranne poi   6 mesi dopo   ricreare le stesse condizioni   disastrose , non pagando più i fornitori  e nessuno e mandando un fax di licenziamento  ai lavoratori  nel luglio 2011  , quasi un anno fa .

Così è iniziata la lotta  nel sito produttivo  di Cassina De Pecchi  con le lavoratrici e i lavoratori  Jabil  , una lotta estenuante  e determinata a continuare   ancora oggi  .  Si era proposta  la “cassa in deroga”  perché “con la fabbrica aperta ,  parliamo di tutto!” ……ma niente!

C’è chi ha provato, tra i colleghi,   a trovarsi un lavoro,  nel frattempo , ma le proposte  esistenti  del mercato  si sono rivelate  a dir poco  “inadeguate”  perché prive di ogni forma minima di sicurezza sul lavoro  per i lavoratori e nell’incertezza assoluta  con proposte di lavoro per soli due giorni  e poi di nuovo “a piedi” ….
Roberto  ci spiega  che  oggi è  fondamentale  aver creato le condizioni  per non far cambiare la destinazione d’uso al sito,   obbligando Nokia  a prendere atto di  non  poterne fare quello che vuole  come è l’abitudine  di queste  multinazionali  .  In questa direzione va il recente protocollo d’intesa tra Regione , Provincia e  Comuni   che  il presidio  dei lavoratori Jabil   ha voluto   fortemente per vincolare  l’area ad uso industriale .

Ci sono in corso vertenze legali  contro Nokia e Jabil   in quanto  quello che è accaduto  racchiude veramente  “il peggio”  che  un’impresa   può  realizzare  , sul piano legale e penale,  anziché  dare  lavoro e dignità alle persone   che   vi lavorano .

Roberto ci racconta di come  al presidio sia importante continuare  ad avere la solidarietà  della società civile  e delle istituzioni   e di come questo li aiuti a superare i tanti momenti  di sconforto che possono  verificarsi  , anche perché  loro  presidiano il sito con tutti  i macchinari  sia di giorno che di notte  e Roberto  ci lascia immaginare    quanta tensione questo stato di cose possa generare  ,  col  timore che tutto questo possa essere smantellato da un giorno con l’altro   magari  con un raid  notturno delle forze dell’ordine !

La forza di queste lavoratrici e di questi lavoratori   è proprio nel non aver abbandonato la fabbrica e il territorio  e questo è il messaggio che urla forte nell’aria  quando si va  a trovarli  e in questo senso molto possono fare le Istituzioni  e le forze politiche del  territorio .

Dopo  Roberto seguono le appassionate  parole di un’altra lavoratrice “( r ) esistente “   di Jabil  ed è  Anna Lisa  Minutillo .

Anna Lisa   dice che lei non si è mai sentita una “fallita”  perché licenziata  ed esorta  tutti  coloro che vivono la stessa condizione  a  “rimettersi in gioco” .  Parla la di una sensibilizzazione diversa alla situazione attuale  ed  di come  non si debba essere  complici di questo sistema  del lavoro  che mercifica i lavoratori   a modi  “usa e getta”  con   operazioni  di speculazione finanziaria che sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Ci spiega con  determinazione di come  le operaie  della Jabil  costituiscano  una risorsa fondamentale   di questa lotta  e ci racconta di   come lei  e  tutti i colleghi si stiano  prendendo  “cura”  dell’azienda , tenendola pulita  e di come  stiano continuamente pensando  soluzioni  per rilanciare l’azienda  .

“Abbiamo perso il posto di lavoro  , ma non l’intelletto e la dignità di  Persone !”   e devo dire , personalmente , che  questo Anna Lisa-pensiero   ci piace molto !

Sia dall’intervento di Roberto che di Anna Lisa  , come dirà  dopo  Alessandro  Patella   (Consigliere comunale di Cassina De Pecchi  , Gruppo di Cittadinanza e Cambiamento )  emerge  la loro competenza e sapienza  , quasi di tipo artigianale,   elementi  importantissimi  di cui essere orgogliosi   e che in effetti  si coglie  nel modo di porsi e di essere  dei nostri  due relatori della Jabil  .

Patella  ricorderà anche  il livello di consapevolezza molto alto ( es . come la INSSE)  nel realizzare progetti interni guidati dai lavoratori  e che possono attuarsi con dei finanziamenti  , da parte dei comuni   e inoltre   sottolinea l’importanza di costituirsi parte civile  come Comune di Cassina De Pecchi  perché la fabbrica è un patrimonio  collettivo  e sociale  .

Questo aspetto  ce lo aveva  detto   già Roberto quando  ci ha  ricordato  di come la GTE avesse  creato all’epoca  un asilo nido  in loco per agevolare   le donne lavoratrici  e le loro famiglie .

Ecco che si parla di Etica del lavoro  perché  non è possibile  assistere   inermi a queste “speculazioni”  sulla pelle dei lavoratori   perché  come dicono i lavoratori “ la  fabbrica siamo noi!” e  ancora Patella insite molto nell’affermare   che l’amministrazione comunale   deve cercare di  entrare  nella proprietà, “negoziare”  con i proprietari  , insieme  ad altri comuni del territorio ( vd. La Legge 12 regionale del 2005 ) .

Seguono altri interventi   come  quello di Federico Beretta, responsabile sindacale  della Carlo Colombo  di Agrate , una fabbrica  chiusa nel 2008 . Fedrico racconta degli  otto colleghi che andarono sui tetti  della fabbrica per 40 giorni   e solo dopo arrivò  la solidarietà . L’attività fu trasferita a Pizzichettone ( in provincia di Cremona)  e i 234 mila euro stanziati    non furono mai utilizzati per il “ricollocamento” .

Un altro intervento appassionato quello di Matteo Frigerio  , del Coordinamento di alternativa Comunista di Monza e Brianza  che  parla del  loro  sostegno attivo alle lotte  e  che il loro partito politico sia sempre vicino ai lavoratori e in tutte le cause  perché   “il posto di lavoro deve essere difeso  e solo la lotta paga!” .

Diversi altri interventi  :

Il Segretario del PD di Cassina De Pecchi  che ci parla della Jabil  come di una fabbrica “esempio”  per tutti quanti  !  Alternativa alla logica  “dell’ognuno pensi per se”  e ricorda  con   forza  che il territorio non è indipendente dalle fabbriche  e da chi ci lavora .

Sala Giampiero  , consigliere comunale  , che  si sofferma soprattutto  sullo  scenario  futuro  e preoccupante  della  TEM   e di come  tutto diventerà “logistica”   con  gli stessi lavoratori  che ricordano  quelli  dei recenti  avvenimenti  della Gartico di Basiano.

Frigoli Angelo   di Pizzichettone  col caso della Pirelli  (400 lavoratori)  che ha fatto spostare la produzione  in Romania  e nessuno di quelli che  aspettavano gli esiti della contrattazione è stato poi ricollocato !  Esorta  all’ “esproprio  delle fabbriche  sotto il totale controllo dei lavoratori “. Il riscatto dei lavoratori passa  solo attraverso questa proposta   e  per tutti  i lavoratori capaci di lavorare  con quella fabbrica .

Sivio Dossi , ex-lavoratore in una multinazionale farmaceutica  che aveva commesse e ha chiuso.  Come è possibile che di fronte ad aziende che hanno bilanci in attivo la Politica non dica niente?

E anche Massimo Gatti,  Capo gruppo Lista civica Un’altra Provincia Partito di Rifondazione Comunista –Partito dei Comunisti Italiani – Provincia di Milano   è presente e segue  con grande interesse tutta la serata   e il suo è l’ultimo intervento che  chiuderà  la serata  .
Ci parla di come lo scenario attuale sia ben oltre  le regole minime della democrazia  e di come anche laddove le cause del lavoro vengano vinte  dai lavoratori   spesso  gli stessi lavoratori non rientrano .

Si sofferma anche sugli episodi di Basiano  ribadendo  che “ la forza non si usa   contro chi sta difendendo il proprio posto di lavoro!” .  Cita altre aziende  che stanno chiudendo sul territorio  come Novaceta  , a Magenta , la Saf   e la Lares   e aggiunge che senza un intervento  pubblico  e  togliendo il “maltolto”  nessuna iniziativa sarà mai credibile.  Ci vogliono iniziative concrete  con tempi e risposte concrete  e che le Istituzioni facciano il loro dovere .

Gatti ancora,  cita i 2 MLD  di euro per la TEM  un’autostrada inutile e  dannosa  per l’ambiente   e con forza  sostiene  che “di fronte alla crisi  i 2 MLD vanno bloccati!”  , infine   torna sul mondo delle Telecomunicazioni  , dicendo che  “non serve assistenza   e carità   ma occorre   dare lavoro” .

La serata   si chiude con una proposta di Brambillaschi  a tutti presenti   di   creare “un coordinamento  di solidarietà  di tutti i lavoratori   della zona”   e si mette a disposizione  per questo progetto .

Il mio intervento  lo allego qui  in fondo   nella sua versione integrale   dal mio blog  (https://stefaniacavallo.wordpress.com/2012/06/13/limportanza-del-porsi-domande-e-se-siamo-davvero-attenti-ai-segni-di-questa-crisi-di-stefania-cavallo/     ), anche se nell’esposizione l’ho sintetizzato per lasciare spazio  agli interventi del pubblico .  Aggiungo solo  la lettura finale   che ho voluto regalare  e  tratta  dal mio libro “Lavoratori Acrobati”  con una riflessione dei licenziati dei treni notte Carmine, Giuseppe e Oliviero ,  i primi a salire sulla Torre Faro della Stazione Centrale  di Milano l’ 11 dicembre  2011   :

“Questi sono i nostri giovani ai quali ancora Carmine, Giuseppe e Oliviero si sono rivolti proprio qualche giorno fa.   Segue la loro riflessione accorata:

Dal Diario, blog di Elisabetta Reguitti: Ragazzi, non abituatevi. Diario dalla torre-faro (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/ragazzi-attenzione-dopo-di-noi-ci-saranno-solo-caporali/183477/)

“36 esimo giorno; le giornate e le notti non passano mai e abbiamo tutto il tempo di pensare e parlare tra di noi. Oggi vorremmo rivolgerci ai ragazzi che magari hanno l’età dei nostri figli. Dall’11 dicembre siamo disoccupati, ma prima eravamo come molti di loro. I vagoni letto erano in regime d’appalto che veniva rinnovato ogni due anni. All’ultimo giro, però, è stata tolta quella parte (clausola sociale) che imponeva a chiunque subentrasse di occuparsi anche del personale oltre che dei mezzi. Noi siamo convinti che in qualche modo ci sia una volontà di spazzare via questa nostra generazione di lavoratori che qualche vincolo ancora lo manterrebbe. Dopo di noi verrete voi ragazzi, non abituatevi all’idea di lavorare con i caporali e senza alcun diritto. Fate sentire la vostra voce come stiamo tentando di fare noi. Ci ha rincuorato, durante l’assemblea pubblica dell’altro giorno, vedere tante persone: altri disoccupati d’Italia di vari settori e iscritti all’associazione dei pendolari, che ci hanno voluto dimostrare la loro solidarietà. Ieri poi abbiamo scoperto una lapide dedicata al servizio “treno notte” nato nel 1866 e deceduto nel 2011. Carmine, Oliviero e Giuseppe”.
Sono orgogliosa di questi Italiani e in loro molti si identificano e per questo nulla è stato e sarà mai vano.

Un grazie di cuore ancora a tutti , proprio tutti ……e alla prossima  , Stefania Cavallo

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