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LO FACCIAMO PER I NOSTRI BAMBINI !!!!

Quante volte ce lo sentiamo dire  o a noi stessi viene questo pensiero  in totale buona fede  …..

Ci sono però delle scelte  per le quali non è sempre necessario darci questo tipo di motivazione  perché se ci pensiamo bene , ma veramente bene e con lucidità   spesso si spacciano  queste cose  per scelte “bambinocentriche”   ma in realtà   non hanno proprio  nulla   di tutto questo.

In una società in cui siamo spesso  omologati  , si pensa che tutti si abbia lo stesso pensiero e la stessa testa  e allora se un genitore  vuole fare proposte alternative e di buon senso   come ad esempio può accadere in ambito scolastico  in occasione dell’organizzazione  delle feste  di fine anno o di fine catechismo o di fine ….quello che volete ….ebbene  e se questo genitore fa parte di una “minoranza”  si sentirà dire  di “adeguarsi”  e che inoltre  dovrebbe farlo  per i suoi bambini !!!!

Poco importa  cercare  il senso che  dietro queste cose  viene dato realmente  e  “come “ noi adulti  diamo significato  a ciò che  organizziamo e comunichiamo  ai nostri figli  ……l’importante è omologarci tutti   e se anche si deve “spendere” molto …..qual’è  il problema ?

Forse che siamo in crisi economica e qualche famiglia non riesce ad arrivare a fine mese ?

E’ chiaro che sono  volutamente ironica  , ma  in senso amaro  perché  scusatemi ma sono molto seccata  quando mi  si chiede   di “adeguarmi”  a logiche  manipolatorie  e  sfacciatamente  “adultocentriche” ed egoistiche  ,   soggette  ad esempio  a scegliere  ambienti consumistici che  non consentono uno scambio autentico  tra le persone  e i bambini stessi ,  soprattutto  possono discriminare   chi  non può permettersi  spese  superflue  né per sé né per i suoi figli .

Quando è necessario bisogna anche  saper dire di NO ……anche se può sembrare impopolare per i nostri  figli.
Certo se chiediamo ai nostri bambini  cosa preferiscano, per la loro festa,  tra un centro di  divertimento  “consumistico”  in generale   e un ambiente più familiare  come  un oratorio  o simili  è evidente che optino per la prima opzione !

Così come è evidente che  la scelta  ad esempio  di un oratorio o simili  è  fondamentalmente  quella di  ritrovarsi in un ambiente “informale”  e  soprattutto  a misura di bambino  come opportunità di  potersi sentire libero  e poter giocare , ad es. dopo una  pizzata  o una fetta di torta ,  senza  grossi limiti di orario  e la frenesia di dover pagare per poter  giocare, come può accadere in un ambiente  più “consumistico”  ad esempio,   perché  di fatto  i giochi a disposizione in un oratorio  sono la propria “fantasia”  e il doversi  “relazionare”  con gli altri  compagnetti per fare una partita di pallone  o  giocare a nascondino  o altro ancora  e a seconda delle condizioni meteo .

Certo organizzare l’evento all’oratorio comporterebbe da parte di alcuni genitori  , mamme  e papà,  l’impegno personale   di  dover approntare  la tavolata  e tutto il necessario , un po’ come avviene quando  si organizzano  le feste di  compleanno  per i propri  figli anche a casa propria  e così via .

Dall’altro  lato  questi preparativi  , in un ambiente più familiare ,  portano  gli adulti  a relazionarsi  tra loro  , a scambiare  con più semplicità  e  immediatezza  le varie impressioni  personali  sul senso  che può avere  per tutti  , genitori e figli,  il passaggio  ad esempio  ad una nuova avventura scolastica come  quello  dalle scuole elementari alle scuole medie  …..inoltre  il messaggio educativo che passa  ai bambini  in questi casi  , per esperienza comune,  è che   , (chissà com’è) ,  loro si divertono sempre tanto  a vedere  i propri genitori  allestire dei preparativi  per qualcosa che li riguardi   direttamente , è come un rituale  di condivisione  simbolica   che non ha nulla a  che fare   con  l’ambiente  un po’ “frastornante”  e  “consumistico”  del tipo  “chiavi in mano”  di  un parco giochi o simili  .

Noi adulti  dovremmo veramente  farci più auto-critica  e ammettere  che  quando si sbaglia , si riesca ad assumersene la   responsabilità  e sarebbe opportuno non chiedere più agli altri di “adeguarsi”  strumentalizzando  i nostri figli , ma sarebbe opportuno parlare il linguaggio  della “coerenza”, della “trasparenza  “  e della “lealtà”  verso noi stessi e gli altri, magari  in primis  verso i nostri bambini .

Le ricadute  e le implicazioni di quello in cui crediamo , che facciamo e che diciamo  per noi  e per gli   altri  assumono una rilevanza  di sintesi  e  di  consapevolezza disarmanti  che  può far cogliere anche nella crisi  qualche lato positivo  e “pedagogico” se si vuole!

Stefania Cavallo

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