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LAVORO IN PIAZZA : LE COOPERATIVE
Masate, 13 aprile 2012

L’ultima serata  del  percorso di incontri  proposti sul “lavoro che non c’è”  e  presentata  da Alessandro Vallerini , coordinatore SEL –Sinistra Ecologia e Libertà insieme al  gruppo organizzatore con  Rifondazione Comunista di Masate e Basiano ,   ha avuto come  tema dominante   quello legato al complesso e controverso  mondo delle cosiddette “cooperative” , un mondo  che sta diventando sempre più  sinonimo di “gestione spregiudicata”  di  lavoratrici e  lavoratori  spesso al limite della legalità   e in collusione con  sistemi  “a piovra”  opachi  e  moltiplicatori di costi  a scapito di qualsiasi  forma di rispetto  dei lavoratori stessi  e della  dignità  umana .

Questo ci è stato spiegato molto bene  e con  crude esemplificazioni  dal delegato  CGIL  di Milano   Vincenzo Mazzeo   che  segue  questo mondo  da molto tempo  e con i suoi colleghi  tutela i lavoratori  , che per i motivi che si possono immaginare,   rimangono a loro volta  ostaggi di questo sistema “a piovra”   in cui perdono  qualunque diritto .

Ci sono alcuni strumenti che possono aiutare  a spezzare questo meccanismo  di “nuova schiavitù”  delle lavoratrici e dei lavoratori  contemporanei  che sono costituiti dall’attività di  ricerca  di “irregolarità”  e di elusione  che si verifica a capo del sistema delle cooperative attraverso un controllo dei consorzi  e con i  controlli  incrociati  di tipo  societario   e  sugli incarichi delle persone  che vi lavorano a livello di presidenza e dirigenza .

Mazzeo ha citato anche  strumenti legislativi  come la Legge  “Art. 18  Turco-Napolitano”  in cui  rientrano tutte quelle casistiche  relative  a  persone  che lavorano tenute in stato di “schiavismo”  (come ad es. nel caso  dei fenomeni di prostituzione, ecc.).

Di recente grazie all’attività  di magistrati  e della Questura , in collaborazione col sindacato  , come la CGIL,   si è riusciti a far chiudere già  alcuni consorzi  che  spesso sono gli  artefici principali  di  questa catena di opacizzazione  di responsabilità tra azienda ed ente appaltatore.

Molto interessante ed appassionato anche  l’intervento del Sig. Luis  , lavoratore  peruviano  della cooperativa Safra  che dopo 12 anni di lavoro in Esselunga di Pioltello    ha illustrato e argomentato,  con grande competenza,    la dura lotta di  rivendicazione  del proprio posto di lavoro  che dall’ottobre scorso  sta portando avanti   insieme ai suoi  120 colleghi .

La serata  si è conclusa con  la proiezione di diapositive  commentate   dalla scrittrice basianese  Stefania Cavallo  col racconto della sua esperienza  a fianco dei licenziati dei treni-notte  del binario 21 alla Stazione Centrale di Milano; per l’occasione  Stefania Cavallo ha annunciato  l’uscita  a fine mese  del suo secondo libro  dal titolo “ Lavoratori Acrobati. Pensieri, immagini  e storie di crisi “  e la relativa presentazione  il prossimo 10 maggio  a Milano  in Camera del Lavoro .
Questo nuovo libro racconta della crisi  attuale  vista attraverso lo sguardo  dell’autrice  anch’essa una lavoratrice precaria,  anzi spesso “iperoccupata sottopagata”  così come si auto-definisce,   in un diario  quotidiano  di interrogativi  sul “lavoro che non c’è”  alla ricerca di  risposte concrete  con “azioni concrete”  che  sia l’Economia   che la Politica hanno disatteso,  ma che  invece  la Società civile ha colto come importante  opportunità per  esprimere il grande bisogno di Solidarietà umana  e di Etica emergenti.

Le Storie raccontate dall’autrice sono reali, sono eventi e condizioni vissuti da  “Persone” che  hanno voluto raccontare  la propria condizione di debolezza  strutturale  , di “paura e speranza”  ai tempi della crisi , come dice l’autrice  :
“ di paura di fare le cose che abitualmente facciamo per gli altri, abbiamo paura di stabilire delle relazioni e tutto questo annulla anche il “pensare al futuro” e immaginiamo poi l’impatto di questo sentimento interiore e doloroso, il condizionamento che ne consegue quando, da genitori, si hanno bambini piccoli!”.

In definitiva , l’autrice  ,con questo suo contributo,  aiutata  dai protagonisti delle sue “Storie  di crisi” vuole lasciare una “testimonianza”  di questi tempi  e un messaggio  forte  quando dice così  :
“ Il mio intento, anche con questo scritto, è quindi proprio quello di dare un piccolo contributo di ottimismo realistico al dibattito attuale che ci vede coinvolti in prima persona tutti, perché le cose migliorino e si possano trovare, con le intelligenze di tutti, soluzioni concrete per i giovani, le donne e gli over 40-50 senza lavoro.”

Stefania Cavallo

 

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