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I poeti lavorano di notte

di Alda Merini                                               

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere iddio

ma i poeti nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

Un omaggio a questi cantori silenziosi, a occhi che sanno vedere oltre l’apparenza, che sanno svelare agli uomini ciò che è in loro, ma che ignorano.
E da chi poteva venire se non da chi ha saputo sempre accettarsi grazie alla poesia, nonostante le avversità e i dolori del mondo…….

Dalla grande Alda Merini  che  attraverso la sua preziosa opera poetica  ci ha fatto percepire e ricordare   l’incertezza del vivere contemporaneo  e oggi sicuramente  avrebbe voluto andare anche lei  a salutare  e a recitare le sue poesie per  i nostri  amici  dei wagon-lits  e  a tutti coloro che hanno perso il lavoro e con esso  spesso hanno perso anche  la  dignità .

Scrivere un curriculum                           
di  Wislawa Szymborska

Che cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Premio Nobel nel 1996  una delle più grandi poetesse polacche  ; amava  il verso libero  che le consentiva  di  esprimere  attraverso la  sua  poesia   sia  la   profondità   che la  leggerezza    dell’esistenza .
Fonte : http://www.girodivite.it/Scrivere-un-curriculum-di-Wislawa.html

PERSO                         

FERMATI. GLI ALBERI DAVANTI E I CESPUGLI DI FIANCO A TE
NON SONO PERSI . DOVUNQUE TU SIA , SI CHIAMA  QUI,
E TU LO DEVI TRATTARE COME UN POTENTE SCONOSCIUTO,
DEVI CHIEDERE IL PERMESSO DI CONOSCERLO E DI ESSERE CONOSCIUTO.
LA FORESTA RESPIRA. ASCOLTA. RISPONDE,
HO CREATO QUESTO LUOGO INTORNO A TE ,
SE LO ABBANDONI POTRESTI RITORNARE ANCORA, DICENDO  QUI.
MAI DUE ALBERI SARANNO UGUALI PER IL CORVO
MAI DUE RAMI SARANNO UGUALI PER LO SCRICCIOLO
SE  CIO’ CHE UN ALBERO O UN RAMO FA NON HA EFFETTO SU DI TE,
TU SEI  SICURAMENTE PERSO. FERMATI. LA FORESTA SA.
DOVE SEI. DEVI LASCIARE CHE TI TROVI .

Fonte :  Il risveglio del cuore in azienda  di David Whyte , Guerini e  Associati   Ed. 1997, pag. 277 .

Poesia di un anziano nativo indiano  americano ,   tradotta  stupendamente  da    David Wagoner  , direttore della Cattedra di Poesia all’ università di Washington , traduzione letterale di  “Lost”, poesia tratta da “Who shall be the sun?” .

Questa  poesia  ci interroga con la seguente domanda “  Cosa fare quando mi trovo perso nella foresta?”  , dove “la foresta”  è una metafora  della vita   e su  “ la meravigliosa peculiarità riguardo all’ammettere di essere perduti  è che ritorniamo in noi stessi “ .   Scrive Whyte :  “  L’anziano afferma che non siamo noi a sapere dove sia il nostro posto o quale azione sia da intraprendere. Posiamo quel peso. Noi sperimentiamo quelle certezze solo quando accogliamo il mondo alle sue condizioni e gli consentiamo di trovarci” .

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