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PENSIERI  SUL   LAVORO    !

Per me il lavoro ovviamente  è sempre  stata   una necessità ,  non un passatempo….  oltre che un importante valore di auto-realizzazione  e di  possibilità di espressione    intellettuale-creativa.

Eppure non si finisce mai di imparare   su come ci siano persone  che   senza scrupoli utilizzino  questi  aspetti  per   manipolare  la realtà  e  costruirci sopra  utili  personali ,  in cambio  di una necessità  lavorativa  sempre più diffusa  e spesso per  la ricerca  di  un  lavoro che   ti permetta  almeno di sopravvivere  e di  poterti  riscattare , in termini di dignità  umana,  in qualche modo agli occhi della tua famiglia e della  società   .

L’ultimo  rapporto dell’ISTAT mette inequivocabilmente in luce la drammatica situazione delle donne italiane , vero e proprio ammortizzatore sociale di un welfare in via di estinzione , licenziate, costrette alle dimissioni  e quotidianamente poste di fronte alla scelta tra maternità, lavoro di cura e occupazione.

Oltre la metà delle donne italiane è inoccupata (53%); nonostante la maggiore scolarizzazione rispetto agli uomini le donne svolgono sempre lavori meno qualificati e, a parità di lavoro, percepiscono in media il 20% in meno di salario;  negli anni hanno svolto sulla loro pelle  la funzione di cavie all’interno del grande laboratorio di precarietà e atipicità estesa poi a tutto il mondo del lavoro (Fonte : http://iskra.myblog.it/archive/2011/05/27/donne-italiane-diritti-e-lavoro-rapporti-inps-e-istat.html)  .

In un suo recente articolo apparso su Repubblica (Fonte:  La Repubblica 08.09.11)  la  nota  e autorevole  sociologa  Chiara Saraceno   sottolinea  quanto segue  : “I costi della manovra saranno pagati direttamente e indirettamente in modo sproporzionato dalle donne, come lavoratrici e come principali responsabili del lavoro famigliare  (..)  .

Saranno colpite soprattutto coloro che non hanno un reddito individuale e famigliare abbastanza alto da potersi permettere di acquistare servizi sul mercato e/o che non possono contare su una rete famigliare di sostegno e più precisamente su mamme, suocere, sorelle, cognate, che possano sostituire servizi mancanti o insufficienti e accettino di farlo.
Non stupisce che nessuna voce nel governo, pur nella generale cacofonia che ha accompagnato questa manovra, non abbia sollevato queste questioni. Da notare in particolare il silenzio tombale della ministra delle Pari Opportunità, la cui utilità appare sempre più dubbia. Stupisce un po´ di più che non le abbia sollevate nessuno/a nell´opposizione, ove al più si è sentito parlare della famiglia come soggetto da difendere dai tagli . Come se, anche e soprattutto nella famiglia, la divisione del lavoro non avesse effetti differenti e disuguali sulle opportunità e i vincoli sperimentati dalle donne rispetto agli uomini (..)  le donne appaiono nell´agenda politica solo come lavoro gratuito dato per scontato (e se possibile intensificato) e come responsabili di una spesa pubblica fuori controllo.”.

Queste parole stimolano delle doverose e personali  riflessioni  come donna  e come   lavoratrice  “intellettuale precaria”  se penso  che  spesso mi  trovo  in situazioni  imbarazzanti  come il  dovermi   giustificare quando  svolgo  alcuni  progetti   a bassissimo  compenso  oppure   se non a   titolo completamente  gratuito  ,  cosa  che di fatto  oggi    non potrei  più   permettermi .

La condizione delle donne  oggi , anche  grazie  attraverso  i recenti movimenti civili,  come  quelli  delle grandi piazze  italiane  del “Se non ora quando“,    è   nuovamente  “nell’occhio del ciclone” e  in continua evoluzione ;   sempre più  ci si interroga   sia a livello sociale che politico  su come certi paradigmi   comunicazionali e politici   siano ormai  al tramonto   e pongano  il  dato reale  che  le donne  hanno   molti consigli da dare alla politica  e che  la loro   indignazione  diffusa   postuli un’altra democrazia, cominciando a non rinunciare a quella parte delle  Istituzioni  già  conquistata a caro prezzo .

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